Nessuno ha mai lasciato in eredità un’utilitaria con la muffa e un sogno. Qualcuno, invece, in Ohio, ha lasciato una Ferrari. Il sorriso sul volto dell’erede sarà stato uno dei più indimenticabili della sua vita.
Una 330 GTC del 1968 riposava “dimenticata” nel garage del nonno e sepolta sotto un tappeto di ragnatele che avrebbe fatto invidia a un film horror. La nipote, Liliana, ha deciso che era arrivato il momento di tirarla fuori. Ha chiamato i detailer di WD Detailing, canale YouTube specializzato in pulizia maniacale (non c’è altro modo per descriverla), e si è fatta raggiungere in Ohio. Missione tutt’altro che banale: decenni di polvere, umidità e muffa non perdonano nemmeno il Cavallino Rampante.
Si parte dai cerchi a raggi originali, smontati per un lavaggio ad alta pressione. Poi la decontaminazione della vernice, che ha restituito al mondo un Colorado Brown metallizzato rarissimo, rimasto nascosto sotto lo sporco come un segreto di famiglia. Dentro, battaglia aperta alla muffa: sedili in pelle nera trattati con cura, rivestimento del tetto e tappetini ripuliti a fondo. La vera patina d’epoca non si fabbrica, si conquista sporcandosi le mani.
Il vano motore ha avuto un trattamento da ospedale. Là sotto dorme il V12 Colombo da 4 litri, e per non turbarne i componenti sensibili i ragazzi hanno scelto la pulizia mirata a vapore, lasciando i prodotti chimici aggressivi fuori dalla porta.
La serie 330 del 1968 non è mai stata la star dei poster in camera. Nata mescolando componenti della 250 GT/E e della 275, ha però dalla sua l’architettura V12 firmata Gioacchino Colombo, una di quelle progettazioni che si allungavano da 1,5 fino a 4,9 litri senza perdere il filo.
Il grande pubblico la snobba, i collezionisti no, e i listini lo dimostrano. Una 330 GTS decappottabile sta regolarmente tra 1,8 e 2,5 milioni di dollari. Una GTC coupé in condizioni perfette vale tra 800.000 e 1.000.000.
Quella dell’Ohio perfetta non è. Dopo decenni di sonno ha bisogno di un restauro meccanico sostanzioso. Con la cura estetica appena completata e una documentazione di provenienza completa, all’asta potrebbe viaggiare tra 500.000 e 700.000 dollari. Non male per qualcosa che faceva da portaoggetti.
Liliana, a trasformazione ultimata, è scoppiata in lacrime. Difficile darle torto: quando riporti in vita un pezzo di storia italiana da un milione di dollari, il sudore ha un ritorno emotivo notevole.


