La Lancia Astra Concept, che vi mostriamo in questo articolo, prende le mosse dalla versione più estrema della Stratos per immaginare una nuova supercar stradale. È un progetto di Francesco Fissi, designer indipendente di 27 anni, attualmente impegnato nel completamento di un master in Automotive Design a Torino. Il riferimento principale è la leggendaria Stratos Turbo Silhouette del Gruppo 5; tuttavia, il design punta a definire una propria identità attraverso forme organiche, proporzioni esasperate e un’architettura ibrida.
Lancia Astra: un render reinterpreta lo spirito della Stratos Turbo
Fissi non si è limitato ad aggiornare fari e paraurti del modello storico. Ha ripreso le proporzioni della versione da competizione, caratterizzata da un abitacolo ribassato incastonato tra passaruota prominenti, evolvendole in una carrozzeria completamente inedita. Oltre alla variante Turbo, il progetto trae ispirazione anche dalla Stratos HF e dalla Stratos Zero, integrando diversi dettagli stilistici e soluzioni per l’illuminazione.
Il frontale è dominato dai parafanghi anteriori, che richiamano la forma di una manta: si elevano al di sopra della sezione centrale del cofano, creando due volumi marcati che si protendono verso il parabrezza. Tra di essi, una superficie più bassa e scura accentua la larghezza della vettura. La carrozzeria alterna superfici convesse ad aree incavate, mettendo in risalto la netta separazione tra i vari volumi.
La firma luminosa propone una rilettura della classica calandra Lancia: un elemento in fibra ottica, sospeso all’interno di un pannello in plexiglas, attraversa il muso e scende verso il centro. Più in basso, ampie prese d’aria e uno splitter rasoterra rafforzano il DNA corsaiolo dell’auto.
Lungo le fiancate, le superfici mutano carattere prima di confluire nelle grandi prese d’aria posizionate dietro le portiere. La sezione posteriore si allarga, mentre le minigonne risalgono verso le ruote. Gli specchietti retrovisori, sottili e allungati, si inseriscono nel profilo a cuneo senza interrompere visivamente la transizione fluida tra muso, abitacolo e coda.
Nella parte posteriore, si coglie un chiaro richiamo alla Stratos Zero del 1970. La firma luminosa percorre il retro, avvolgendo gli angoli e integrandosi nel gioco di superfici e aperture. Più in basso, un imponente diffusore, elementi verticali e uno scarico in posizione centrale sottolineano il carattere deciso del veicolo.
Anche le ruote richiamano il passato: reinterpretano il design a cinque razze della Stratos HF attraverso sezioni svuotate e una struttura più complessa. La livrea bianca e rossa rende invece omaggio al modello Turbo da competizione, con le fasce colorate adattate alle nuove proporzioni della vettura.
L’obiettivo dichiarato è immaginare l’evoluzione dell’identità sportiva di Lancia, andando oltre la semplice celebrazione di un modello storico.
Il gruppo propulsore ipotizzato prevede un motore V6 biturbo di derivazione Ferrari, montato posteriormente, abbinato a due motori elettrici anteriori che garantiscono la trazione integrale. Si tratta di un richiamo storico al V6 Ferrari Dino presente sulla Stratos originale. Non sono stati resi noti dati specifici su potenza, capacità della batteria o prestazioni; la configurazione delinea semplicemente il concetto tecnico su cui è stato sviluppato il progetto.




