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Carburante adulterato, Stellantis studia l’auto che segnala i rifornimenti sospetti

Stellantis avrebbe depositato in Brasile un brevetto per un sistema capace di rilevare possibili anomalie nel carburante, avvisare il conducente e identificare il distributore del rifornimento

Stellantis

Un’auto capace di segnalare un rifornimento sospetto e indicare il distributore in cui è stato effettuato. È l’idea attribuita a Stellantis dal settimanale brasiliano Veja, che il 16 ottobre ha riportato la presentazione di una domanda di brevetto presso l’INPI, l’istituto brasiliano della proprietà industriale. La proposta comprende anche l’invio delle informazioni all’autorità che controlla il settore dei carburanti.

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Stellantis, un sistema per riconoscere possibili problemi nel carburante

Secondo Veja, il sistema è progettato per svolgere tre funzioni principali: identificare potenziali irregolarità nel carburante, avvisare il conducente e collegare l’episodio allo specifico distributore. I dati potrebbero poi essere trasmessi da remoto all’ANP, l’agenzia brasiliana responsabile della regolamentazione del settore dei carburanti.

Per l’automobilista, ciò offrirebbe una comprensione più precisa della causa scatenante di un problema. Un avviso generato in seguito a un rifornimento potrebbe aiutare il conducente a capire rapidamente cosa sta accadendo e a determinare esattamente dove è stato acquistato il carburante.

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Per le autorità, invece, queste informazioni potrebbero diventare un elemento utile per orientare i controlli. Il progetto descrive quindi un collegamento tra il veicolo e gli organismi di vigilanza, con il conducente informato della possibile anomalia rilevata.

Resta però essenziale distinguere una segnalazione da una conferma di adulterazione. Un malfunzionamento del veicolo dopo un rifornimento non prova automaticamente che il distributore abbia venduto carburante non a norma. Il sistema dovrebbe tenere conto di diversi scenari, per evitare che problemi riconducibili al veicolo stesso vengano erroneamente attribuiti al carburante.

Questo resta uno degli aspetti che richiede ulteriori chiarimenti. Le informazioni attualmente disponibili non specificano quali tipi di anomalie verrebbero considerate significative, quale sarebbe il grado di precisione del processo di rilevamento, né quali procedure di verifica accompagnerebbero la trasmissione di tali dati.

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Un altro punto riguarda i dati condivisi: quali informazioni partirebbero dall’auto, in quali circostanze e con quali garanzie per il proprietario del veicolo. La notizia riguarda, dunque, una proposta tecnologica, riportata da Veja, e non una funzionalità già annunciata per i veicoli attualmente in commercio. Il gruppo in Brasile comprende marchi come Fiat, Jeep, Peugeot, Citroën e Ram, ma non è stato reso noto quale di questi potrebbe adottare tale soluzione.

Non vi sono inoltre informazioni su una possibile data di lancio né su quali mercati, oltre al Brasile, potrebbero essere coinvolti. Il deposito di un brevetto non garantisce che la soluzione di Stellantis verrà effettivamente messa in produzione.

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