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Vigna promuove la Roadster: l’Ad Ferrari applaude la presentazione di Musk

Il CEO Ferrari Vigna dà 10/10 alla Tesla Roadster e difende la Luce: “senza rischi non c’è innovazione”. Cosa c’è dietro il complimento?

CEO Ferrari Vigna

Un “10 su 10” dal numero uno di Ferrari alla Tesla Roadster. Benedetto Vigna, amministratore delegato del Cavallino Rampante, ha parlato in un’intervista a Quattroruote e ha ringraziato Elon Musk. Per la tecnologia gli dà 10. Per la comunicazione, altro 10, perché la presentazione, dice, è stata “sensazionale”.

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Il fatto che la Roadster arrivi con parecchi anni di ritardo sulla tabella di marcia originaria sembra non averlo turbato. Evidentemente a Maranello sanno che i ritardi, in fatto di fascino, si perdonano.

roadster tesla

Il motivo dell’applauso è più interessante del voto. Vigna ammira Tesla perché, in quello che definisce “un mondo industriale considerato obsoleto”, c’è ancora qualcuno che osa. Nell’auto, spiega, c’è ancora molto da fare e bisogna continuare a sognare.

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D’altronde, la Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino, è stata presa a bersaglio da più parti già mesi fa. Le sportive a batteria, si sa, si amano o si odiano, e a Maranello la seconda opzione l’hanno sperimentata in prima persona. Vigna, però, non arretra di un millimetro. Per innovare bisogna accettare l’errore, sostiene, e un progetto con il 100% di probabilità di successo non è innovativo.

ferrari luce

La filosofia, a sentir lui, si regge su quattro principi: esplorare le tendenze emergenti senza dogmatismo, valorizzare l’esperienza, sfidare lo status quo e rispondere ai bisogni inespressi. Tra questi, l’idea di eliminare gli schermi superflui e tornare a comandi più tattili ed essenziali. Che detto così, mentre mezzo mercato riempie le plancie di display, è quasi una provocazione.

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Nella Luce questa linea è spinta all’estremo. Gli interni portano la firma di Jony Ive, ex designer di Apple, e di Marc Newson, attraverso la società LoveFrom. Vigna ammette che senza di loro la Ferrari “non avrebbe raggiunto lo stesso risultato” e che l’approccio può generare resistenza all’inizio.

Resta il sospetto che quel 10 a Musk sia anche un modo elegante per dire: guardate che il coraggio ce l’abbiamo anche noi. Lo dice uno che ha appena mandato Apple dentro una Ferrari.