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Stellantis, in Canada cresce la tensione: il 97,3% dei votanti autorizza lo sciopero

Il 97,3% dei lavoratori canadesi di Stellantis partecipanti al voto ha autorizzato Unifor a valutare lo sciopero, senza avviarlo automaticamente. Il rinnovo contrattuale coinvolge oltre 9.000 addetti e resta bloccato soprattutto sul futuro dello stabilimento di Brampton

Stellantis Windsor

I lavoratori di Stellantis in Canada hanno conferito a Unifor un mandato chiaro: il 97,3 per cento dei votanti si è espresso a favore dell’eventualità di uno sciopero. Il risultato, reso noto il 19 ottobre, accresce la pressione sul gruppo. I negoziati coinvolgono oltre 9.000 dipendenti in Canada.

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La votazione si è svolta il 17 e 18 ottobre. Il comunicato sindacale non indica l’affluenza, quindi la percentuale esprime il consenso tra i partecipanti, non tra tutti i dipendenti interessati dall’accordo.

Stellantis e Unifor, il futuro di Brampton pesa sul rinnovo contrattuale

La votazione non fa scattare automaticamente uno sciopero. Unifor ha chiarito che, al momento dell’annuncio, non erano ancora state soddisfatte le condizioni procedurali necessarie per proclamare legalmente uno sciopero. Né il sindacato né Stellantis avevano richiesto un “No Board report” (un rapporto che attesta l’assenza di una commissione di conciliazione), uno dei passaggi obbligatori prima di un’eventuale interruzione dell’attività lavorativa.

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Il comitato negoziale, tuttavia, gode di un ampio sostegno per proseguire le discussioni. La presidente nazionale Lana Payne ha indicato nella tutela dei posti di lavoro in Canada l’obiettivo primario delle trattative, mentre il sindacato continua a definire lo sciopero come un’ultima risorsa.

Un punto cruciale di contesa tra le parti riguarda il destino dello stabilimento di Brampton, in Ontario. L’impianto era destinato alla produzione della nuova Jeep Compass, ma Stellantis ha annunciato che, nel 2025, tale produzione verrà trasferita negli Stati Uniti. Questa decisione ha dato origine a un conflitto con il sindacato Unifor e con il governo canadese, in merito agli impegni industriali precedentemente assunti.

Stellantis Brampton

A settembre il gruppo ha confermato un memorandum d’intesa per la possibile vendita dell’impianto a Roshel, azienda canadese specializzata in veicoli blindati. Stellantis presenta questa prospettiva come una strada per riattivare il sito, preservarne il ruolo industriale ed evitare un’inattività prolungata. La cessione non risulta conclusa.

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Unifor contesta questa soluzione e chiede che Brampton conservi una produzione automobilistica sotto Stellantis. Nella lettera inviata alla ministra dell’Industria Mélanie Joly, il sindacato ha richiamato le conseguenze per oltre 2.000 lavoratori e per le aziende fornitrici del territorio. Ha inoltre chiesto chiarimenti sul ruolo del governo nelle discussioni con Stellantis e Roshel e sulla compatibilità della vendita con gli accordi esistenti.