Il futuro C-SUV di Alfa Romeo, che qui vi mostriamo in un famoso render di Simolude, potrebbe arrivare negli Stati Uniti. Sebbene l’ipotesi sia concreta, il marchio deve prima verificare la sostenibilità economica dell’operazione prima di trasformarla in un piano commerciale ufficiale. A parlarne è stato Daniele Chiari, responsabile prodotto del brand, durante un’intervista rilasciata ad Autoblog al Salone dell’Auto di Parigi.
Alfa Romeo, il futuro SUV è compatibile con gli USA: ma restano da valutare dazi e costi di trasporto
Per Alfa Romeo sarebbe un ingresso importante in un mercato che sta dando poche soddisfazioni. Nel terzo trimestre del 2026 le vendite statunitensi si sono fermate a 569 vetture, il 65 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il bilancio dei primi nove mesi resta pesante, con una flessione del 52 per cento.
Il confronto con l’Europa mostra quanto possa incidere un nuovo prodotto. Junior, non commercializzata negli Stati Uniti, ha contribuito alla crescita globale registrata nel 2025 e rappresenta oltre il 60 per cento delle vendite europee del marchio. Un peso che rende evidente quanto il rinnovo della gamma sia centrale per conquistare nuovi clienti.
Il nuovo modello di segmento C è atteso al debutto verso la fine del 2027, con l’avvio produttivo previsto nel 2028. L’assemblaggio avverrà a Melfi, mentre la base tecnica indicata è la STLA Medium di Stellantis. L’offerta prevista comprende motorizzazioni ibride leggere, ibride ricaricabili ed elettriche, così da coprire esigenze differenti.
“Quell’architettura è in grado di essere omologata per gli Stati Uniti”, ha spiegato Chiari ad Autoblog. La sfida principale, dunque, riguarda la sostenibilità economica del progetto. Esportare oltreoceano un veicolo prodotto in Italia comporta oneri, come le spese di spedizione e i dazi doganali, che possono incidere sia sul prezzo finale che sulla competitività dell’auto. Il dirigente ha chiarito che l’azienda sta valutando una soluzione, pur senza confermare se il veicolo arriverà nelle concessionarie americane. Di conseguenza, non è stata presa alcuna decisione definitiva, né è stata stabilita una tempistica per quel mercato.
L’intervista ha toccato anche un aspetto di grande interesse per gli appassionati: come preservare il carattere distintivo di Alfa Romeo utilizzando un’architettura condivisa con altri marchi?
Chiari ha fatto riferimento a interventi specifici su sospensioni, messa a punto del telaio e taratura del gruppo propulsore. Anche le modalità di guida presenteranno impostazioni dedicate, pensate per garantire un’esperienza al volante inconfondibilmente Alfa Romeo.
Inoltre, lo sviluppo riguarderà la carrozzeria e gli interni. Il design dovrà distinguere il SUV dagli altri modelli basati sulla stessa piattaforma, mentre la scelta dei componenti e una taratura precisa ne definiranno il comportamento su strada nelle diverse condizioni di guida.


