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Leapmotor ne è sicurissima: chi passa all’elettrico non torna indietro

Il CEO di Leapmotor sostiene che chi sceglie l’elettrico non torna più alla benzina. Le vendite volano in diversi Paesi. L’Europa trema.

salone di parigi, leapmotor

Nessuno torna indietro, almeno secondo Danilo Annese, CEO di Leapmotor International, che al Salone di Parigi ha messo sul tavolo una tesi che a Detroit e Wolfsburg faranno fatica a digerire: chi sostituisce un’auto a benzina o diesel con una elettrica, nella maggior parte dei casi, non rimette più piede in un’auto con motore a combustione.

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L’osservazione, riportata dalla testata portoghese Razão Automóvel, vale per diversi mercati, Spagna e Italia in testa. “Una volta che i clienti passano all’elettrico, è difficile per loro tornare indietro”, ha spiegato Annese. Dunque, l’abitudine vince sulla nostalgia, e la spina batte il bocchettone (anche perché certi prezzi del carburante fanno davvero male).

danilo annese, leapmotor

Il manager non sogna un futuro a zero emissioni al 100%. L’elettrico resterà molto popolare in Europa, ma non prenderà tutto il banco. Sul caro carburante, tema che in teoria dovrebbe spingere gli indecisi verso la presa di corrente, Annese è meno ingenuo di certi analisti: il prezzo alla pompa può aiutare, ma a convincere davvero deve essere l’esperienza d’uso.

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I numeri, per ora, gli danno ragione. Leapmotor ha venduto sempre più auto elettriche nel corso degli ultimi mesi, con percentuali di crescita di diverse centinaia di unità (non unità, non decine) sull’anno precedente, che la porta a sedersi al tavolo con Tesla e BYD come terzo produttore di elettriche. Non proprio un esordio in punta di piedi per un marchio che in Europa viaggia in joint venture con Stellantis.

Annese non scommette tutto su una sola carta. Per i prossimi tre anni Leapmotor manterrà un’offerta di base fatta di modelli elettrici e ibridi, anche alimentati a benzina o diesel. Ironico, per chi ha costruito la reputazione sulla spina: la strategia è investire in più soluzioni di propulsione, continuando intanto a espandersi nel Vecchio Continente.

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La crescita, dice il CEO, dipenderà da due fattori: conquistare nuovi acquirenti e tenersi stretti quelli che l’elettrico l’hanno già scelto. Il secondo punto è il più interessante. Se davvero nessuno torna indietro, il problema per i concorrenti europei non è convincere i clienti a partire, ma impedire che a quel punto scelgano un’altra insegna.