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Mirafiori: il CEO di Fiat apre ad un secondo modello ma i costri frenano, le condizioni di Filosa

Mirafiori potrebbe affiancare un secondo modello alla Fiat 500 nell’ambito del piano strategico fino al 2030. Il progetto è ancora in fase di valutazione, mentre Stellantis chiede costi energetici più competitivi e una logistica efficiente

Stellantis Mirafiori

Mirafiori potrebbe presto affiancare un secondo modello alla Fiat 500. Questa prospettiva è emersa al Salone dell’Auto di Parigi, dove Arnaud Belloni, nuovo responsabile dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, ha confermato che il progetto è al vaglio. Sebbene lavoratori, sindacati e istituzioni attendessero da tempo una simile mossa, Antonio Filosa ha subito posto una condizione: per nuovi investimenti sono necessarie condizioni industriali più competitive.

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Mirafiori, un secondo modello tra nuovi progetti e nodo dei costi

Belloni si è espresso con decisione, pur senza svelare esattamente quale vettura potrebbe uscire dalle linee di produzione torinesi. “Ci potrebbe essere un secondo modello oltre a quello attuale. Ci stiamo lavorando molto seriamente“, ha dichiarato durante un incontro con la stampa internazionale. Ha inserito questa possibile novità nel quadro del piano strategico che arriva fino al 2030; tuttavia, tempistiche, caratteristiche del veicolo e modalità produttive restano ancora da definire.

L’annuncio risponde a un’esigenza storica di Torino: ampliare la missione produttiva di Mirafiori, riducendo così la dipendenza esclusiva dalla famiglia 500. Per lo stabilimento, l’assegnazione di un nuovo modello potrebbe tradursi in una maggiore continuità lavorativa e in un utilizzo più stabile dell’impianto. Prima di valutarne l’impatto, però, sarà necessario conoscere i volumi previsti, l’entità degli investimenti e il calendario del lancio.

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Stellantis Mirafiori

Il legame tra Fiat e Torino occupa un posto di rilievo nelle dichiarazioni di Belloni, il quale ha sottolineato le proprie origini familiari italiane e gli undici anni trascorsi nel gruppo durante l’era di Sergio Marchionne. Ha inoltre spiegato di recarsi ogni settimana nel capoluogo piemontese per lavorare con il team ai progetti futuri. L’intenzione dichiarata è quella di proseguire la produzione di automobili in Italia e a Torino.

Tra i progetti menzionati figura un veicolo particolarmente compatto, concepito per essere altamente competitivo. Belloni ne ha illustrato la filosofia tracciando un parallelo con la Citroën 2CV, pur precisando che il design sarà moderno e non rétro; il riferimento suggerisce semplicità e accessibilità, piuttosto che la riproposizione di uno stile del passato. Non sono stati annunciati né il nome, né le specifiche tecniche, né il prezzo.

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Arnaud Belloni e Fiat Multiplay

Nel frattempo, la 500 mantiene una posizione centrale. Belloni l’ha definita un’icona e uno dei veicoli attraverso cui l’Italia esercita il proprio fascino culturale nel mondo. Ha tracciato un parallelo con la Porsche 911: un modello da preservare e, al contempo, da aggiornare nel tempo. Il dirigente ha annunciato piani per una nuova generazione dell’auto, senza tuttavia specificare la data di lancio o le caratteristiche tecniche.

Filosa ha spostato la discussione sulle condizioni necessarie per sostenere ulteriori attività a Mirafiori. L’amministratore delegato di Stellantis ha evidenziato due aspetti chiave: costi energetici competitivi e una logistica più efficiente. Ha spiegato che il gruppo è attualmente in trattativa con il governo e le autorità locali. Sebbene l’interesse per lo stabilimento rimanga vivo, un’espansione delle attività richiederebbe un contesto economico diverso.

Secondo Filosa, Stellantis ha rispettato il suo “Piano Italia” e ha effettuato investimenti superiori agli impegni iniziali. Tuttavia, l’aggiunta di nuove linee di produzione richiede di affrontare gli svantaggi che gravano sugli stabilimenti italiani. Ha citato il confronto con la Spagna, osservando che in Italia i costi dell’energia sono più che doppi. Riguardo al costo del lavoro, invece, ha rilevato margini di manovra limitati.

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Filosa, Urso e Cappellano
Antonio Filosa, Adolfo Urso ed Emanuele Cappellano

Questo dibattito si inserisce in un momento in cui Mirafiori continua a fare i conti con periodi di cassa integrazione, un mercato difficile e problemi di approvvigionamento dei motori. La produzione annuale dovrebbe attestarsi ben al di sotto dell’obiettivo iniziale di 100.000 veicoli, con previsioni che ora indicano un massimo di 60.000 unità. Anche lo stabilimento di Cassino sta attraversando una fase critica, avendo prodotto meno di 9.000 veicoli nei primi nove mesi dell’anno.

Per i dipendenti, la preoccupazione principale è la prospettiva di una continuità lavorativa, dopo mesi in cui le sospensioni delle linee di produzione hanno alterato le attività e inciso sulla vita quotidiana delle famiglie.

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Filosa ha comunque segnalato un miglioramento: i volumi in Italia sono aumentati del 30% e Mirafiori ha raddoppiato la produzione. L’obiettivo dichiarato è chiudere l’anno con livelli produttivi doppi rispetto a quelli del 2025. Il dirigente ha tuttavia accompagnato questi dati con una valutazione prudente, riconoscendo che le problematiche degli stabilimenti non sono ancora state risolte.