Fiat 500 Hybrid apre ottobre con una promozione che punta a ridurre l’esborso iniziale. La versione POP da 65 CV viene proposta a 149 euro al mese, senza anticipo e con TAN zero, a condizione di rottamare una vettura omologata fino a Euro 4. L’iniziativa richiede l’immatricolazione entro il 28 ottobre 2026 e porta il prezzo da 19.900 a 16.500 euro, con uno sconto di 3.400 euro.
Fiat 500 Hybrid: le offerte di ottobre e la situazione a Mirafiori
Il finanziamento della POP prevede 35 rate da 149 euro e una rata finale di 12.120,60 euro. Gli interessi sono azzerati, ma restano le spese del contratto, che portano il TAEG al 2,07%. Il prezzo esclude IPT e contributo PFU, mentre nell’esempio è incluso il servizio Identicar per dodici mesi.
Per chi preferisce la carrozzeria aperta, Fiat propone la 500 Hybrid Cabrio Dolcevita a 21.800 euro, contro i 25.200 euro di listino. Anche qui lo sconto è di 3.400 euro e dipende dalla rottamazione di un veicolo fino a Euro 4. L’anticipo resta a zero, mentre il piano comprende 35 rate da 259 euro e una rata finale di 14.680,90 euro. Il TAN è dell’1,99% e il TAEG del 3,72%.
Le due formule prevedono un limite di 30.000 chilometri: in caso di restituzione o sostituzione alla scadenza, ogni chilometro aggiuntivo costa 0,10 euro. Le offerte sono riservate ai privati, non sono cumulabili con altre iniziative e richiedono l’approvazione della finanziaria. Per entrambe resta la scadenza del 28 ottobre.
Sul fronte commerciale, ad agosto 2026 la Fiat 500 ha registrato 735 immatricolazioni in Italia, collocandosi al 28° posto nella classifica mensile. Da gennaio ad agosto il totale ha raggiunto 11.365 vetture, con il 27° posto assoluto. La rilevazione per modello non separa, però, la nuova Hybrid dalle altre versioni comprese nella voce 500: questi numeri non possono quindi essere attribuiti interamente alla motorizzazione protagonista dell’offerta.
A Mirafiori, dove viene costruita la nuova 500 Hybrid, il 2026 ha riportato una crescita della produzione. Nel primo semestre lo stabilimento ha assemblato 36.048 vetture, il 135,4% in più rispetto alle 15.315 dello stesso periodo del 2025. Secondo la Fim-Cisl, l’arrivo dell’ibrida ha compensato la debolezza dell’elettrica, contribuendo alla ripresa delle linee e all’attivazione del secondo turno.
La ripartenza resta però irregolare. A settembre la carenza di componenti per i motori ha provocato nuove fermate produttive. Per ottobre è stata inoltre annunciata la cassa integrazione dal 19 al 30, sulla linea della 500 elettrica e ibrida, con 1.074 lavoratori coinvolti.
Stellantis ha riconosciuto le difficoltà dell’impianto, pur sottolineando l’aumento della produzione rispetto allo scorso anno. Per la fabbrica torinese il nodo resta quello della continuità: i volumi sono risaliti, ma le interruzioni delle linee continuano a incidere sull’attività e sulle giornate di lavoro dei dipendenti.


