Sono già in cantiere i piani per una nuova Giulietta, mentre il futuro delle Giulia e Stelvio di prossima generazione è ancora al vaglio. Santo Ficili ha illustrato la roadmap di Alfa Romeo in alcune dichiarazioni rilasciate a Motor1, partendo dal concept Cuorerosso per poi passare alle decisioni di natura industriale. L’amministratore delegato di Alfa Romeo e Maserati ha indicato nel nuovo SUV, atteso per l’inizio del 2028, la prossima tappa fondamentale. Seguirà poi il modello compatto, mentre i piani per i due veicoli di dimensioni maggiori sono in fase di riesame, allontanandosi dalla strategia iniziale che prevedeva esclusivamente motorizzazioni elettriche.
Santo Ficili conferma la nuova Giulietta mentre è ancora in fase di valutazione il futuro di Giulia e Stelvio
Cuorerosso serve principalmente a mostrare la direzione stilistica del marchio. Ficili invita a osservarne i dettagli e a immaginarli applicati a modelli diversi: “Proietta nel futuro gli elementi di design a cui puntiamo per Alfa Romeo“. Questo linguaggio stilistico è dunque adattabile ai SUV, andando oltre l’ambito della specifica concept car. Il dirigente ha inoltre sottolineato una strategia aperta a diverse opzioni di motorizzazione, bilanciando le esigenze dei clienti, il rispetto delle normative sulle emissioni e le elevate prestazioni associate alle versioni Quadrifoglio.
Il nuovo SUV si collocherà tra i segmenti C e D e integrerà elementi di design derivati dal concept Cuorerosso. Ficili ha indicato il lancio per l’inizio del 2028, sebbene le motorizzazioni specifiche non siano ancora state definite. Ha difeso il motore tre cilindri da 1,2 litri attualmente utilizzato all’interno del gruppo, osservando: “Il motore è stato completamente rivisto sia in termini di prestazioni che di affidabilità”. Tale valutazione del propulsore, tuttavia, non ne conferma l’impiego nel futuro modello Alfa Romeo.
Per Ficili, il compito del marchio è trasformare le opportunità offerte da Stellantis in caratteristiche che gli Alfisti sappiano riconoscere e apprezzare. Sospensioni, sterzo, freni, motore, design e interni devono soddisfare le aspettative di chi sceglie un’Alfa Romeo. La disponibilità di componenti e tecnologie condivisi è quindi considerata un punto di forza: una base su cui costruire un carattere distintivo. È questa la sfida che plasmerà anche il nuovo SUV.
Per quanto riguarda il progetto della vettura compatta, Ficili spiega che l’azienda ha già iniziato a definire il veicolo, identificato internamente con il nome in codice “Giulietta”. Tuttavia, il nome commerciale e la data di lancio sono ancora da confermare. Non si tratterà necessariamente di una riproposizione della precedente hatchback: “Si collocherà a metà strada tra il segmento C e i SUV di segmento C”. La richiesta dei clienti di una posizione di guida rialzata, unita allo spazio necessario per le batterie, impone un compromesso, senza però trasformare il veicolo in un SUV a tutti gli effetti.
La situazione cambia per Giulia e Stelvio. Questi nuovi modelli erano stati originariamente concepiti come veicoli esclusivamente elettrici, ma la domanda del mercato ha spinto Alfa Romeo a rivedere la propria strategia. Gli attuali modelli rimarranno in produzione almeno fino alla fine del 2027. Il lancio dei loro successori non appare imminente: “Stiamo valutando le opzioni”, chiarisce Ficili. È necessaria un’attenta riflessione sul posizionamento di mercato e sui ritorni economici: “Non escludo nulla, né mi impegno su soluzioni specifiche; ci stiamo lavorando”.
Nel frattempo, la Junior riveste un ruolo centrale, soprattutto per quanto riguarda la presenza internazionale del marchio. Alfa Romeo opera in 75 mercati e il modello compatto è venduto in 45 di essi. Circa l’80% del volume di vendita rimane concentrato in Europa, con l’Italia che rappresenta una quota significativa. Ficili indica Messico, Taiwan e Giappone come mercati in crescita e considera l’espansione internazionale un’opportunità chiave. Per Maserati, individua come priorità un successore del Levante nel segmento E, pur mantenendo aperta la possibilità di una berlina o di carrozzerie alternative, come crossover o shooting brake.
Riguardo alle potenziali sinergie tecniche, Ficili osserva che le piattaforme utilizzate dai due marchi hanno subito un’evoluzione significativa. Il rapporto tra Grecale e Stelvio richiede inoltre di tenere conto delle differenze in termini di lunghezza, posizione di guida e taratura delle sospensioni. Le loro origini progettuali comuni non sono dunque sufficienti a confermare uno sviluppo parallelo per i futuri Levante e Stelvio.



