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Alfa Romeo: lo stabilimento di Cassino chiuso per tre settimane, la produzione ripartirà il 7 maggio

Ecco gli effetti del calo di vendite di Alfa Romeo

Alfa Romeo Cassino Plant Produzione Giulia
Alfa Romeo Cassino

Il primo trimestre del 2019 è stato estremamente negativo per Alfa Romeo che ha registrato un vero e proprio crollo delle vendite in Europa ed un netto calo delle consegne anche in Nord America. La crisi del brand italiano, iniziata già sul finire del 2018, è destinata a continuare anche nel corso dei prossimi mesi per via di una gamma ridotta ai minimi termini e di pochissime novità in arrivo. Il solo Model Year 2019 della Giulietta, che poco aggiunge alla segmento C, e le solite serie speciali di Giulia e Stelvio difficilmente daranno un grosso contributo alla crescita nei prossimi mesi.

Il principale effetto di questo calo di vendite per Alfa Romeo lo registriamo nello stabilimento di Cassino, vero e proprio cuore della produzione del marchio italiano. A Cassino, infatti, vengono realizzate Giulia, Stelvio e Giulietta. Il sito di produzione dipende, quindi, esclusivamente da Alfa Romeo e, solo tra qualche anni, avvierà la produzione di un quarto modello, il D-SUV Maserati su base Stelvio.

Alfa Romeo Cassino

A partire da oggi e sino al prossimo 7 maggio lo stabilimento di Cassino resterà chiuso e le linee produttive saranno ferme. Le tre settimane di stop alla produzione, in parte ottenute tramite ferie ed in parte grazie al ricorso alla cassa integrazione, certificano in misura evidente l’enorme difficoltà del marchio italiano e gli scarsi volumi di vendita. A Cassino, ricordiamo, c’è stato uno stop analogo (circa 3 settimane per Giulia e Stelvio, qualche giorno in più per Giulietta) per il periodo di festività natalizie. Tra gennaio, febbraio e marzo, inoltre, si è registrato un continuo ricorso alla cassa integrazione con la produzione che è andata avanti a singhiozzo. Anche ad aprile, nel fine settimana scorso, Cassino è rimasto fermo per alcuni giorni. 

Secondo alcune fonti interne allo stabilimento (la conferma ufficiale non c’è ancora) a maggio non si supereranno i 12 giorni lavorativi a Cassino. Alcune fonti più negative parlano di appena 10 giorni lavorativi per lo stabilimento. Ricordiamo che a marzo si è lavorato appena 10 giorni mentre in questo mese di aprile si è toccato il minimo di 9 giorni lavorativi effettivi. 

Gli scarsissimi livelli produttivi di Cassino stanno creando non pochi problemi sull’indotto con i principali fornitori di FCA che stanno facendo un ricorso continuo alla cassa integrazione. Una delle principali fabbriche dell’indotto, La Tiberina, ha chiesto ben 13 settimane di cassa integrazione con una chiusura che andrà da maggio a fine luglio. Tanti problemi anche per molte altre aziende che, negli ultimi anni, avevano scommesso sul rilancio di Cassino e del marchio Alfa Romeo.

Al momento, da parte di FCA, non ci sono stati segnali significativi di un imminente rilancio della produzione per Alfa Romeo nello stabilimento di Cassino. Come abbiamo già sottolineato in apertura, il gruppo ha confermato gli investimenti per lo stabilimento che porteranno al debutto del D-SUV Maserati e delle varianti ibride di Giulia e Stelvio. Le tempistiche sul debutto di questi nuovi modelli, come da tradizione FCA, non sono chiare ed i prossimi mesi potrebbero continuare ad essere estremamente difficili per il sito di Cassino che continuerà a fare i conti con stop alla produzione. 

Staremo a vedere quali saranno le soluzioni di FCA per il futuro di Cassino. E’ chiaro che, prima o poi, l’azienda dovrà fare qualcosa per tentare di rilanciare i livelli produttivi che, in questo 2019, sono stati ben al di sotto delle attese. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti. 

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