Le auto più recenti hanno un evidente problema d’identità: credono di essere dei MacBook di ultima generazione, ma finiscono troppo spesso per comportarsi come un vecchio PC durante un lentissimo e frustrante aggiornamento. L’ultimo Vehicle Dependability Study (VDS) di J.D. Power per il 2026 ha confermato quello che molti guidatori sospettano tra una imprecazione e l’altra: l’affidabilità dei veicoli sta colando a picco sotto il peso di una tecnologia sempre più invadente.
Il punteggio medio alla voce Problemi per 100 veicoli (PP100) è aumentato in modo preoccupante, segnando uno dei peggiori cali di qualità percepita degli ultimi anni. Il colpevole non è quasi mai una biella che salta o un cambio che gratta, ma quel gigantesco tablet incastonato nel cruscotto che si rifiuta di riconoscere lo smartphone o decide di riavviarsi proprio mentre state cercando l’uscita giusta in tangenziale.

L’infotainment rimane la vera piaga dell’automobilismo contemporaneo. Tra menu labirintici, comandi vocali che sembrano non parlare alcuna lingua umana e schermi touch che richiedono la precisione di un chirurgo, i proprietari sono vicini all’esaurimento.
J.D. Power evidenzia come l’integrazione di sistemi software complessi abbia introdotto una serie di glitch che le officine faticano a risolvere con il classico “scenda e risalga”. Ma non è solo intrattenimento: i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) stanno contribuendo massicciamente al punteggio negativo. Avvisi di collisione fantasma e sistemi di mantenimento della corsia troppo zelanti vengono percepiti più come una minaccia alla salute mentale che come un reale supporto alla sicurezza.

In questa disperazione digitale, i soliti noti mantengono la calma e la vetta. Toyota continua a dominare la classifica della durabilità, dimostrando che la prudenza nel non rincorrere ogni singola moda tech a tutti i costi paga in termini di fedeltà del cliente.
All’estremo opposto troviamo i marchi che hanno scommesso tutto sull’innovazione spinta, con Tesla e i nuovi brand elettrici che continuano a soffrire di problemi legati alla qualità costruttiva e alla stabilità del sistema operativo, nonostante le promesse di aggiornamenti Over-The-Air (OTA) miracolosi.
Così, alla fine della fiera, paghiamo prezzi premium per avere auto che sanno fare tutto, tranne restare accese senza mostrare una spia di errore. Forse è tempo di ammettere che un tasto fisico vale più di mille assistenti virtuali.
