in ,

All’asta la Ferrari 212 Export Spider di Roberto Rossellini

Per chi cerca una “rossa” classica davvero unica, ecco un’opportunità da non perdere.

Ferrari 212
Foto da profilo Facebook Gooding Christie's

Una Ferrari 212 Export Spider del 1951 si appresta a stuzzicare l’interesse dei collezionisti, con la forza dei suoi contenuti storici e culturali. Stiamo parlando dell’esemplare con telaio 0076E, che sarà battuto all’asta ad Amelia Island, in Florida, quando le lancette del tempo segneranno la data del 6 marzo. Ad occuparsi della vendita saranno gli specialisti di Gooding Christie’s.

Advertisement

Difficile dire a che livello si fermeranno i rilanci, ma le stime della vigilia si muovono in una forbice di valori fra 2 e 3 milioni di dollari. Un boost potrebbe giungere dal fatto che questa barchetta ebbe come primo proprietario Roberto Rossellini. Fra i punti di forza anche la sua esposizione ai Saloni di Ginevra e Torino del 1951, dove fu svelata al pubblico. Nel capoluogo piemontese, il leggendario regista italiano, accompagnato dalla splendida Ingrid Bergman, posò per la prima volta gli occhi su questa opera del “cavallino rampante”, che decise poco dopo di acquistare.

Così, la Ferrari 212 Export Spider divenne la prima “rossa” ad entrare nel suo garage, creando una delle associazioni più glamour e romantiche della storia dell’auto. L’esemplare di cui ci stiamo occupando viene offerto per la prima volta dopo oltre 40 anni di permanenza nella raccolta personale di un collezionista nordamericano. Il corpo in stile Michelotti della Carrozzeria Vignale profuma di vecchio romanticismo, senza troppe leziosità e orpelli. Qui la magia è nella semplice purezza, che miscela l’estetica alla funzionalità, dando un peso preponderante a quest’ultima, ma con grazia.

Advertisement

Cuore pulsante del modello è un motore V12 da 2.562 centimetri cubi di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 150 cavalli a 6.500 giri al minuto. Ad irrorare l’unità propulsiva con generose abbuffate di ottani provvedono 3 carburatori Weber 36 DCF. Notevole la grinta, amministrata col supporto di un cambio manuale a 5 rapporti, perfetto per la gestione energetica. I freni a tamburo sulle quattro ruote fanno, come possono, il loro lavoro.

Molto gradevoli le sonorità meccaniche, prodotte dalle danze di pistoni e cilindri del suo motore, di origini Colombo. La Ferrari 212 Export Spider messa all’asta fu completata dalla casa di Maranello nel mese di gennaio del 1951. Se l’estetica della carrozzeria è minimalista, non diverso è l’approccio allo svolgimento dell’abitacolo, essenziale persino nel cruscotto, come è giusto che sia per un’auto orientata alle performance, dove ogni elemento di distrazione perde diritto di cittadinanza.

Advertisement

L’esemplare in esame fu usato con una certa frequenza da Roberto Rossellini, accompagnandolo tra Roma, i set cinematografici e la Costa Azzurra. Il suo amore per il “cavallino rampante” si rafforzò nel tempo ed ebbe nuove puntate, che concorsero all’affermazione del marchio emiliano nell’universo dorato del jet-set internazionale. Questa Ferrari 212 Export Spider con carrozzeria Vignale fece compagnia al leggendario regista fino al luglio del 1953, quando la cedette.

Da allora presero forma diversi passaggi di proprietà, che la portano infine negli Stati Uniti d’America, quando si era nel pieno degli anni ’60, grazie a Luigi Chinetti. Negli USA la nostra “rossa” è rimasta fino ad oggi, dopo essere passata da diversi garage, prima di insediarsi stabilmente nella raccolta di uno dei più grandi collezioni d’oltreoceano del “cavallino rampante”. Ora torna sul mercato, generando nuove pulsioni emotive.

Advertisement

L’esemplare si presenta in condizioni condizioni straordinariamente buone, ma è in gran parte non restaurato. Dei lavori si impongono per far recuperare al mezzo il pieno splendore delle origini, aprendogli la possibilità di competere nei più prestigiosi concorsi d’eleganza del pianeta, come quelli di Pebble Beach e Villa d’Este. La vendita di questa “rossa” rappresenta una grande opportunità per chi punta ad assicurarsi un pezzo importate di storia della casa di Maranello.

Ricordiamo che la Ferrari 212 Export, pur se pensata per le corse, si esprimeva molto bene anche nelle strade di tutti i giorni. Nelle mutevoli condizioni di impiego regalava inebrianti sensazioni di guida ai fortunati possessori. I cavalli della sua scuderia, esercitati su un peso di circa una tonnellata, producevano una spinta vigorosa, fino ai 200 km/h di velocità massima. Buona la resistenza strutturale regalata dal telaio a traliccio di tubi di acciaio, variamente dimensionati.

Advertisement

Il passo corto di 2.25 metri, mutuato dalle 166 MM e 195 S, assicurava una buona maneggevolezza, rendendola ancora più graffiante sulle strade di tutti i giorni. In gara questa barchetta seppe cogliere tante affermazioni. Citiamo quelle messe a segno alla Coppa Intereuropa di Monza, con Villoresi al volante; alla Carrera Panamericana, guidata da Taruffi e Chinetti;al Giro di Sicilia e alla Coppa d’Oro delle Dolomiti, coi fratelli Paolo e Giannino Marzotto a gestirne le danze. Della Ferrari 212 Export fu plasmato anche un esemplare stravagante, voluto da questi ultimi. Stiamo parlando della berlinetta Fontana che, per le alchimie formali, ricevette il soprannome di “Uovo”. Anche questa è storia.

Fonte | Gooding Christie’s

Advertisement

Lascia un commento