Abarth chiude il primo trimestre 2026 con 425 immatricolazioni in tutta Europa. Meno di quante ne firma in un weekend una concessionaria di provincia per molti altri marchi con un buon volantino, e il 39% in meno rispetto al 2025, quando le auto erano 697.
La Scorpione ha ancora un logo che fa battere il cuore e una schiera di fan fedelissimi. Questi, però, da soli, non pagano per nuove Abarth. Già a luglio 2025 il marchio aveva lasciato per strada quasi l’80% delle immatricolazioni europee del primo semestre. Allora si parlava di cambio di gamma.
Dei 425 esemplari di inizio 2026, 215 sono 500e e 209 sono 600e. Una sola, solitaria, è una 595 o 695 a benzina. Fanno circa 142 auto al mese per un continente intero. Con la sola gamma elettrica si scende a 424 unità contro le 587 dell’anno prima: meno 28%, con la 500e che cede il 38% e la 600e il 13%. Dare la colpa alla fine della benzina spiega una parte del disastro, non tutto.
In Francia, un mercato di riferimento per l’elettrico europeo, va peggio. Tra gennaio e settembre 2026 le Abarth immatricolate sono 191, giù del 58,1%, e a settembre appena 13. I francesi, lo sappiamo, l’elettrico lo comprano eccome, ma semplicemente non comprano Abarth.
Eppure la 600e non è una cattiva sportiva. Sfodera fino a 280 CV e la versione Competizione aggiunge differenziale Torsen e freni all’altezza. Il problema è che chi sceglie uno Scorpione non cerca solo cavalli: vuole rumore, guida diretta, anche smanettare. Lo ha già ammesso nel marzo 2026 anche Olivier François, allora al vertice di Fiat e Abarth, parlando con Autocar. Dare una scossa elettrica a chi voleva una scossa di adrenalina, evidentemente, non basta.
Ora si parla di un ritorno ai motori a combustione. Secondo Autocar sarebbe allo studio una Fiat Grande Panda in versione sportiva, ma il via libera alla produzione non c’è e sul motore regna il mistero. Un 1.6 vivace farebbe sorridere più d’uno, ma per ora resta un desiderio.
A fine agosto Stellantis ha affidato Fiat, Abarth e Lancia ad Arnaud Belloni. Lo Scorpione potrebbe, perché no, persino smettere di essere un marchio per diventare una serie speciale Fiat, magari nel giro di qualche anno. Un’ipotesi estrema, ma abbastanza credibile per quello che hanno messo in campo da Torino.


