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Restauro concluso per la Ferrari F40 di Lewis Hamilton: l’anti-collezionismo che ci mancava

Una F40 del 1991 con soli 69 km, restaurata a Maranello. Lewis Hamilton la riporta in vita e la porta a Monza. Ecco la storia.

Ferrari F40, Lewis Hamilton

Questa meraviglia del Cavallino aveva percorso solo 69 chilometri in trentacinque anni. Nemmeno un’utilitaria da pensionato tiene una media così bassa. La Ferrari F40 del 1991 che Lewis Hamilton si è portato a casa è il genere di auto che il primo proprietario ritirò, guidò quel tanto che basta per farsi invidiare dai vicini e poi parcheggiò. Era rimasta spenta per molto, troppo tempo.

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Il sette volte campione del mondo cercava proprio questo: una F40 con pochi chilometri e una storia fuori dal comune. L’ha trovata, insieme a un problema di conservazione tutt’altro che trascurabile. Nel video che era stato pubblicato poco tempo fa su YouTube si vede tutto: carrozzeria sepolta dalla polvere, detriti nell’abitacolo, qualche farfalla e qualche mosca rimaste lì a farle compagnia.

Ferrari F40, Lewis Hamilton

Il bello è che Hamilton ha persino avuto un momento di esitazione. Pulire o no? Quella sporcizia è una prova, il “certificato di autenticità” di un’auto davvero rimasta intatta per oltre trent’anni. Alla fine ha scelto la pulizia, la F40 andava coccolata e, soprattutto, guidata di nuovo.

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La F40 è finita a Maranello, nelle mani del reparto ufficiale di restauro e conservazione. I tecnici ci hanno lavorato per mesi, e lungo la strada il progetto ha pescato un dettaglio che nemmeno uno sceneggiatore avrebbe osato inventare: il motore porta il numero 44. Esatto, lo stesso numero di gara di Hamilton in Formula 1. Aggiungeteci la targa britannica, che ripete il 44, e il quadro è completo.

Ferrari F40, Lewis Hamilton

Per Hamilton questa Ferrari non è un acquisto qualsiasi. Quando è entrato in Scuderia, il suo primo servizio fotografico ufficiale con la Ferrari ha avuto proprio una F40 come protagonista. Era l’auto del poster da bambino, quella che si sogna a lungo prima di potersela permettere.

Quando l’hanno scoperta, la reazione è stata di incredulità: sembrava nuova di zecca, perfetta, uscita dalla linea di montaggio poco prima. Poi è arrivato il test che conta davvero per una supercar a trazione posteriore con il V8 e trentacinque anni di letargo alle spalle: accendere il motore e partire.

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Ferrari F40, Lewis Hamilton

Hamilton ha ammesso di aver faticato a decidere se aggiungere un chilometro o due. La F40, però, ragiona diversamente, e ha vinto lei. L’ha portata a Monza e ha posato accanto a lei sulla curva sopraelevata, tra le ripide pareti di cemento che ogni appassionato riconosce al primo sguardo. Non una semplice foto, quindi, ma un poster d’infanzia che prende forma.