Aveva una delle 26 Dodge Charger Rallye del 1972 con V8 440 Magnum e manuale a quattro marce mai uscite dalle linee canadesi. L’ha venduta per pagare l’acconto di una casa. Normale amministrazione, si direbbe, per un padre di famiglia. Meno normale è che, trent’anni dopo, quella storia sia finita su YouTube e con una sorpresa davvero strappalacrime.
Gilles Leduc, canadese, cedette la sua Charger alla fine degli anni Novanta, quando una muscle car del genere valeva ancora molto meno di oggi. Una Charger SE del ’72 in buone condizioni, con una configurazione ben più banale, supera facilmente i ventimila euro. Quella di Gilles, con il suo 440 e il cambio manuale, gioca un campionato a parte. Lui ha fatto la scelta giusta, quella più saggia: prima il tetto, poi il motore.
A rimettere in moto le cose ci ha pensato la famiglia, che ha raccontato la vicenda a Max Moskal, alias Trooper Max, voce del canale Subdivision Auto. Moskal si è messo a cercare la Charger e la community online ha fatto il resto. La 1-su-26 è saltata fuori, restaurata, nelle mani di un altro proprietario. Gilles ha potuto guardarla, toccarla, risentirne l’odore. Vale una piccola fortuna e chi la possiede non ha alcuna intenzione di mollarla.
Finale triste? Non ancora. Dopo il video è arrivata una segnalazione da un garage dell’Ontario settentrionale: una Dodge Coronet 500 del 1969, appartenente a Dan, altro “mopariano” irriducibile. Dieci anni di restauro, portati avanti mentre lottava con seri problemi respiratori. Lamiere nuove, pianali rifatti, sospensioni e freni recenti, interni freschi. Sotto il cofano, il V8 383 originale, in ricostruzione, abbinato a un manuale a quattro marce. Esattamente quello che Gilles cercava.
Dan ha chiesto circa 20.000 euro. Gilles, che temeva una cifra fuori portata, ha detto sì. Dan, che sa cosa significa regalare anni di vita a una macchina per poi doverla lasciare andare, gli ha ricordato di godersela.
Il bello arriva ora, perché il lavoro da fare è tanto. Aprendo il motore, lo specialista ha trovato i danni di una ricostruzione precedente fatta da dilettanti. Mancano ancora paraurti, aspirazione, carburatore, accensione, volano, albero a camme, radiatore, scarico, cerchi e gomme.
Gilles è tornato a lavorare a tempo pieno e ha messo in vendita perfino la sua leggendaria motoslitta Lake Runner. La comunità Mopar, intanto, non è rimasta a guardare. Sono arrivate teste in alluminio nuove, un carburatore Edelbrock AVS2, un’accensione MSD, una pompa benzina ad alto flusso, coperchi punterie Mopar e paraurti cromati Auto Metal Direct. Moskal, nel frattempo, ha passato più ore in officina che a casa.
La Charger non tornerà mai. Ma ogni giro di chiave sul 383 sarà un modo per riprendersi, a modo suo, ciò che aveva dato in cambio di un tetto.



