Una partenza dalla corsia box, le gomme slick sulla pista bagnata e il titolo che sembrava destinato a essere deciso in Giappone. Invece Manuel Reuter chiuse i conti in Brasile, regalando alla Opel Calibra V6 4×4 il campionato ITC del 1996. Trent’anni dopo, Opel ricorda uno dei risultati più importanti della propria storia sportiva, accanto al mondiale rally conquistato da Walter Röhrl nel 1982. Un successo arrivato al termine di una stagione combattuta contro Mercedes e Alfa Romeo, con vetture sofisticate e piloti di livello.
La Opel Calibra di Reuter vinse l’ITC dopo un weekend pieno di imprevisti
L’ITC era nato dal DTM e nel 1996 portava le vetture di Classe 1 su tre continenti, con 26 gare distribuite in 13 appuntamenti. I V6 sviluppavano circa 520 CV e potevano raggiungere i 12.000 giri al minuto. Opel e Alfa Romeo utilizzavano la trazione integrale, Mercedes quella posteriore, in una sfida nella quale l’elettronica e le soluzioni tecniche contavano sempre di più.
Differenziali controllati elettronicamente, ABS da corsa, cambi semiautomatici e regolazioni delle sospensioni facevano parte di un livello di sviluppo eccezionale. Le squadre arrivarono persino a progettare strutture modulari: in caso di necessità, l’intero gruppo anteriore con motore e cambio poteva essere sostituito in meno di tre minuti.
Reuter iniziò bene la stagione e rimase in testa fino a settembre. Poi una collisione al Nürburgring e un guasto al motore a Magny-Cours, seguito dall’incendio della Calibra, permisero agli avversari di recuperare. Alessandro Nannini guadagnò settanta punti in quattro gare, mentre Bernd Schneider passò al comando dopo il Mugello.
A Hockenheim arrivò un’altra svolta. Schneider non raccolse punti e Reuter ne conquistò trentacinque. Dopo la vittoria nella seconda manche, il pilota Opel si fermò sul rettilineo per festeggiare davanti ai tifosi del Motodrom. La FIA gli inflisse una multa di 10.000 dollari, ma il ricordo di quell’abbraccio con il pubblico è rimasto.
Il viaggio verso il Brasile cominciò male: durante il carico all’aeroporto di Francoforte, la Calibra cadde e riportò danni agli ammortizzatori. A Interlagos, problemi di assetto e un incidente nelle prove relegarono Reuter al dodicesimo posto in griglia. Nella prima gara riuscì però a risalire fino alla quarta posizione, superando anche Schneider.
Prima della seconda manche, un problema impedì alla Opel di partire regolarmente. Reuter scattò dai box e affrontò una pista bagnata con pneumatici slick, copiando la scelta del rivale Mercedes. La trazione integrale lo aiutò nella rimonta, pur tra difficoltà e due escursioni nella ghiaia. Arrivò nuovamente quarto: abbastanza per diventare campione.
Quando sul display comparve la scritta che annunciava il titolo, chiese alla squadra se i calcoli fossero corretti. Faticava a credere che un fine settimana così complicato avesse prodotto quel risultato.
Per Reuter il 1996 fu speciale anche per la seconda vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans. L’ITC, invece, si fermò proprio allora. Il titolo della Calibra rimase l’ultimo della serie, chiudendo una stagione che Opel e il suo pilota ricordano ancora come una delle più belle.



