Stellantis ha difeso per anni la cinghia a bagno d’olio. Adesso ci pensa un’azienda esterna a toglierla dal motore, con un kit che promette di trasformare il tristemente famoso PureTech in un tre cilindri a catena.
Si chiama Pro-Chain e non ha nulla di ufficiale. Infatti, non c’è sigillo del gruppo, niente benedizione dei tecnici di casa. Il kit non si limita a cambiare un componente con un altro, ma rimette mano all’architettura della distribuzione. Non è ancora in vendita vera e propria: si preordina, e le prime consegne sono attese verso la fine del 2026, sempre che il lotto iniziale esca dalla produzione nei tempi previsti.
Le versioni sono due, una per gli aspirati e una per i turbo. Qui c’è la prima trappola: per capire se l’auto è compatibile non basta sapere di avere un 1.2 PureTech sotto il cofano, serve il codice motore. Gli aspirati coperti sono le famiglie EB0/ZMZ/ZM01 ed EB2/HMZ/HM01, mentre i turbo pescano fra EB2DT, EB2DTS, EB2ADT, EB2ADTD, EB2ADTS ed EB2ADTX.
Il prezzo parte da 830 euro e arriva a 950, a seconda della versione. Quella non è la cifra che troverete in fattura: la manodopera si aggiunge, e il conto supera comodamente i 1.000 euro. Niente fai-da-te, peraltro, perché il kit viene venduto solo ai professionisti, che si occupano dell’installazione.
Il bersaglio è un problema noto. La cinghia immersa nell’olio era nata per ridurre attriti, consumi ed emissioni, poi però in molti casi si è degradata prima del tempo. I residui finiscono nell’olio, possono ostruire il pescante della pompa, far crollare la pressione di lubrificazione e, nei casi peggiori, distruggere il motore.
Stellantis ha risposto nel 2024 estendendo la garanzia sui PureTech 1.0 e 1.2 delle generazioni precedenti, poi ampliando la compensazione di alcune spese sostenute dai clienti. A determinate condizioni la copertura arriva a 10 anni o 180.000 km. Sulle motorizzazioni nuove il Gruppo ha scelto la strada opposta: distribuzione a catena, motore profondamente rivisto e circa il 70% di componenti inediti.
Secondo quanto riferito dagli ingegneri Stellantis ad alVolante, la conversione a catena dei vecchi motori era stata valutata internamente e poi scartata dopo i test. Il motivo? Nel basamento precedente lo spazio non basterebbe per una catena davvero longeva.
Il kit Pro-Chain, dunque, offre sulla carta una soluzione radicale. A stabilire se regge sarà solo il chilometraggio. Se i progettisti che il motore lo hanno disegnato ci hanno rinunciato, qualcuno dovrà spiegare perché a un’officina dovrebbe riuscire meglio.


