Stellantis ha difeso per anni la cinghia a bagno d’olio. Adesso ci pensa un’azienda esterna a togliere la cinghia a bagno d’olio dai vecchi PureTech e sostituirla con una catena: è la proposta di Pro-Chain, azienda indipendente che punta a intervenire su uno degli aspetti più discussi di questi motori. Una conversione aftermarket, quindi, distinta dalle soluzioni adottate da Stellantis per le nuove generazioni del suo tre cilindri.
Il kit è disponibile in preordine. Le prime consegne sono previste verso la fine del 2026, ma il produttore precisa che la tempistica dipenderà dalla programmazione del primo lotto.
Come funziona la conversione
Non basta togliere la cinghia e infilare una catena al suo posto. Il pacchetto comprende anche ingranaggi, guide, tenditore e una linea di alimentazione dell’olio. Secondo Pro-Chain, però, l’insieme è progettato per essere montato senza modificare il basamento, con una procedura in larga parte simile alla sostituzione della distribuzione originale e utilizzando gli stessi attrezzi di fasatura.
È un dettaglio importante: la proposta consiste nell’adattare un nuovo sistema di distribuzione al motore esistente, non nel trasformarlo nell’ultima generazione del PureTech.
Le varianti sono due, per aspirati e turbo. Nell’elenco di compatibilità dichiarato compaiono EB0/ZMZ/ZM01 ed EB2/HMZ/HM01 per gli aspirati; per i turbo figurano EB2DT, EB2DTS, EB2ADT, EB2ADTD, EB2ADTS ed EB2ADTX. La denominazione commerciale non basta: prima di ordinare serve identificare esattamente il motore.
Il prezzo del kit non è il conto dell’officina
La fascia indicativa riportata dalla stampa è di 830–950 euro. Non è però un preventivo chiavi in mano: vanno considerati montaggio ed eventuali materiali aggiuntivi, mentre le condizioni commerciali Pro-Chain indicano prezzi esclusi IVA e spedizione, salvo diversa specificazione.
L’importo finale può quindi superare i 1.000 euro e va quantificato dall’installatore. La vendita è riservata ai clienti professionali e il montaggio deve essere eseguito da tecnici qualificati.
La catena non basta, da sola, a dimostrare l’affidabilità
Il problema a cui il kit si rivolge è noto: il deterioramento della cinghia può disperdere residui nell’olio, ostacolare la lubrificazione e provocare danni anche gravi. Eliminare quella cinghia significa intervenire sul componente interessato, ma non dimostra automaticamente la durata del sistema che la sostituisce.
Stellantis ha introdotto dal marzo 2024 una copertura speciale per determinate anomalie dei PureTech 1.0 e 1.2 di precedente generazione, fino a 10 anni o 180.000 km, a condizioni specifiche. A questa si è aggiunto un programma di compensazione per alcune riparazioni già sostenute: sono due misure distinte, la cui applicabilità dipende dal caso.
Per i motori più recenti il gruppo ha seguito un percorso diverso. Il Turbo 100 presentato da Peugeot nel marzo 2026 adotta la catena all’interno di un progetto ampiamente rivisto: il costruttore dichiara il 70% di componenti nuovi in valore, comprendendo anche basamento, pistoni e sistema d’iniezione.
Secondo quanto riferito dagli ingegneri Stellantis ad alVolante, la conversione a catena dei vecchi motori era stata valutata internamente e poi scartata dopo i test. Il motivo? Nel basamento precedente lo spazio non basterebbe per una catena davvero longeva.
Questo precedente rende particolarmente interessante capire come Pro-Chain abbia affrontato gli stessi vincoli. Non è però una prova dell’inefficacia del suo kit: per giudicarlo servono risultati di durata documentati, oltre alle esperienze d’uso che seguiranno le consegne. La promessa è interessante; la differenza la farà la capacità di mantenerla nel tempo. sarà fondamentale monitorare i risultati nel lungo termine per valutare la realtà di questa promessa.



