Per capire meglio cosa sia successo a Maserati negli ultimi anni, a volte basta ascoltare chi quelle auto le ha vendute davvero. Romain, ex commerciale del Tridente tra Annecy e Ginevra dal 2015 al 2026, ha raccontato la sua esperienza durante un’intervista con Yvan Jacob di Outrun Motor Company. Nel corso della sua esperienza lavorativo l’uomo ha attraversato prima gli anni della crescita e poi quelli molto più difficili del calo delle vendite.
Maserati e il problema degli sconti
Secondo il suo racconto, uno degli errori principali sarebbe stato inseguire troppo i volumi. Quando le auto venivano assegnate ai concessionari, questi ultimi dovevano poi riuscire a venderle rapidamente per recuperare liquidità. Il risultato, sempre secondo l’ex venditore, era spesso una vera guerra degli sconti tra showroom. Una Maserati proposta inizialmente a 180.000 euro poteva così scendere a 150.000, 140.000 o perfino 130.000 euro.
Per un marchio che vuole restare nel mondo del lusso, una situazione del genere può diventare difficile da gestire. Il rischio è quello di indebolire il valore percepito dell’auto e mettere in difficoltà anche chi ha già acquistato il modello a prezzo pieno.
Romain solleva inoltre un’altra questione: per anni Maserati avrebbe considerato il concessionario come il proprio vero cliente, visto che l’auto risultava già venduta nel momento in cui veniva fatturata alla rete. Il problema del passaggio successivo, cioè trovare realmente un acquirente finale, restava quindi soprattutto sulle spalle del rivenditore.
Nel racconto emerge anche il tema della condivisione di alcuni componenti con modelli più generalisti del gruppo. Un dettaglio che su vetture da oltre 100.000 euro può diventare particolarmente sensibile agli occhi del cliente. C’è però anche un episodio che mostra quanto il nome Maserati riesca ancora a esercitare un fascino enorme.
L’ex venditore racconta infatti che, dopo l’apparizione della Quattroporte GTS nel film “Quasi amici”, lo stock disponibile in Francia sarebbe stato esaurito in appena due settimane. Un caso quasi opposto rispetto alle difficoltà degli ultimi anni: quando prodotto, immagine e desiderio riescono ad allinearsi, il Tridente continua evidentemente ad avere una forza che pochi marchi possono vantare.

