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Stellantis, Mirafiori si ferma ancora: stop anche lunedì 28 settembre per la Fiat 500

Mirafiori si fermerà anche lunedì 28 settembre: Stellantis ha annunciato un nuovo stop della linea Fiat 500, limitato ai lavoratori delle Carrozzerie. Tra domanda debole per la 500 Hybrid, problemi di fornitura, costi elevati e cassa integrazione già prevista, crescono le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento. I sindacati chiedono un secondo modello per garantire continuità produttiva.

Stellantis Mirafiori

Mirafiori continua a fare i conti con una situazione sempre più complicata. Dopo le fermate di ieri e di oggi, Stellantis ha comunicato ai sindacati che la linea della Fiat 500 resterà ferma anche lunedì 28 settembre. Questa volta lo stop riguarderà esclusivamente i lavoratori delle Carrozzerie, mentre nei giorni scorsi erano stati coinvolti anche gli addetti “ex mascherine” attualmente in contratto di solidarietà.

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Il nuovo fermo alimenta inevitabilmente le preoccupazioni sul futuro produttivo dello stabilimento torinese. La Fiat 500 Hybrid avrebbe dovuto rappresentare uno dei punti di rilancio di Mirafiori, ma al momento i volumi non sembrano sufficienti a garantire una produzione regolare.

A Mirafiori pesano domanda, costi e problemi di fornitura

Per ottobre sono già state annunciate due settimane complete di cassa integrazione e il quadro potrebbe restare difficile anche nei mesi successivi. La Fiom non esclude infatti un utilizzo molto intenso degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno.

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Il problema principale resta il ritmo delle vendite della Fiat 500 Hybrid, che per ora non starebbe generando una domanda tale da mantenere la linea costantemente operativa. A questo si aggiungono altri elementi che complicano ulteriormente la situazione.

fiat 500 hybrid

La Uilm segnala, ad esempio, difficoltà sul fronte delle forniture, a partire dai motori provenienti dallo stabilimento Teksid di Carmagnola. Stellantis starebbe inoltre lavorando per ridurre i costi produttivi di Mirafiori, particolarmente elevati anche sul fronte energetico.

Ogni fermata, inoltre, non pesa soltanto per i giorni effettivi di stop. Dopo una sospensione la linea deve essere riportata gradualmente a pieno regime e anche la ripartenza finisce quindi per incidere sui volumi complessivi. Sommando le diverse interruzioni registrate da giugno, lo stabilimento avrebbe già accumulato circa un mese di mancata produzione. A complicare il quadro c’è anche la situazione finanziaria di Stellantis, con il titolo sceso nelle ultime sedute sotto la soglia dei 4 euro.

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Nel frattempo a Torino continua a circolare l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento di costruttori cinesi. Tra rafforzamento di Leapmotor e possibili collaborazioni con altri gruppi asiatici, i sindacati sembrano ormai guardare con maggiore apertura a qualsiasi soluzione capace di riportare nuovi volumi a Mirafiori. La richiesta resta quella di affiancare alla 500 un secondo modello in grado di garantire maggiore continuità produttiva allo stabilimento.