Fra i marchi della galassia Stellantis più in difficoltà c’è sicuramente Maserati, condizione che rappresenta una fra quelle più scottanti cui dovrà concentrarsi il nuovo CEO del Gruppo e che dovrebbe risultare centrale alla presentazione del nuovo piano industriale atteso il prossimo 21 maggio. La condizione di profonda crisi in casa Maserati è evidenziata dai riscontri degli ultimi anni. Dopo un 2024 conclusosi in forte perdita, anche il 2025 ha visto peggiorare i conti del Costruttore del Tridente.
Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, il bilancio relativo al 31 dicembre 2025 per ciò che riguarda Maserati ha evidenziato una perdita netta pari a 840,2 milioni di euro introducendo un aumento non indifferente rispetto al valore di circa 701 milioni di euro di perdita registrato a fine 2024. Al centro dei numeri, sempre più in profondo rosso, c’è sicuramente il continuo crollo dei volumi oltre che una revisione degli asset industriali.
Il calo del fatturato è indicativo di un importante calo dei volumi patito da Maserati
Sulla base di quello che si legge ancora su MF-Milano Finanza, il fatturato di Maserati a fine 2025 è sceso di circa il 37% rispetto al dato di fine 2024, in virtù di un calo che dagli 803 milioni del 2024 è passato ai 506,8 milioni registrati a fine 2025. Ciò in virtù del fatto che nel 2024 erano 10.030 le vetture vendute, mentre nel 2025 soltanto 5.850 con un calo che si attesta al 42%. Il valore della produzione si è attestato, sempre a fine 2025, sui 544,9 milioni di euro con costi che rimangono tuttavia molto elevati pari a 1,37 miliardi di euro e un risultato operativo in negativo di oltre 822 milioni di euro.
Tuttavia, oltre al già citato calo dei ricavi, a pesare sui conti ci pensa soprattutto la svalutazione. Lo scorso anno Maserati ha infatti registrato rettifiche per più di 462 milioni di euro sulle immobilizzazioni, in accordo con la revisione della propria base industriale e delle prerogative riservate al futuro del marchio. Nello specifico le svalutazioni hanno coinvolto le piattaforme così come segue: 209,9 milioni, secondo una svalutazione completa, per la Grecale su piattaforma Giorgio; quindi 218,4 milioni di euro per le GranTurismo e GranCabrio, su piattaforma Giorgio Sport; infine 34,4 milioni di euro per la MC20 su piattaforma SuperSport. Questo è ciò che riporta ancora MF-Milano Finanza che ha avuto accesso al bilancio del Costruttore del Tridente.

C’è la ricapitalizzazione per 850 milioni di euro da parte di Stellantis
Rispetto a quelli che sono i volumi produttivi attuali, le strutture adoperate da Maserati rimangono sovradimensionate e si portano appresso costi operativi non indifferenti. Il documento rilasciato da Maserati dice che il costruttore “ha attuato un piano di ristrutturazione che ha coinvolto 33 dipendenti, sebbene al 31 dicembre dell’anno scorso i dipendenti di Maserati erano, nel complesso, 842.
Da un punto di vista strettamente finanziario emerge ancora una volta il sostegno proposto da Stellantis che ha riversato ampie dosi di capitale per garantire il prosieguo delle attività del marchio e anche la sua sopravvivenza. Nel 2025 l’aumento di capitale proposto da Stellantis per Maserati è stato pari a 850 milioni di euro, complessivamente, che si sommano ai 350 milioni di euro già posti in essere nel 2024. In questo modo la riserva soci è stata portata a più di 936 milioni di euro.
In ogni caso sembra che la continuità venga comunque confermata dal momento che non esistono voci relative a problematiche legate alla possibilità di non conseguire con le attività produttive. Non sarebbe allora in alcun modo in discussione la possibilità di continuare a sostenere il rilancio di Maserati da parte di Stellantis. Sicuramente novità su questi aspetti saranno rilasciate dal Gruppo il prossimo 21 maggio, quando sarà presentato il nuovo piano industriale. Con la ricapitalizzazione e l’assenza di voci su possibili cessioni future, sembra che Stellantis voglia ribadire l’importanza di Maserati nel suo parterre di marchi smentendo le indiscrezioni che si sono fatte sempre più pressanti negli ultimi tempi.
