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Stellantis migliora i conti, ma in Borsa è un disastro: bruciato oltre metà del valore nel 2026

Stellantis migliora i conti nel secondo trimestre, con ricavi in crescita, utile netto positivo e segnali di ripresa soprattutto in Nord America. Tuttavia, il titolo ha perso oltre il 56% da inizio anno e gli analisti restano cauti, citando Europa debole, scorte elevate, gamma da rinnovare e una generazione di cassa ancora da consolidare.

Stellantis

Stellantis sta provando a rimettere ordine dopo mesi complicati, ma la Borsa continua a non fidarsi fino in fondo. I conti sono migliorati, le consegne hanno dato qualche segnale di ripresa e soprattutto il Nord America è tornato a muoversi nella direzione giusta. Tutto questo, però, non è bastato a cambiare l’umore degli investitori. Il titolo continua infatti a viaggiare su livelli molto più bassi rispetto a quelli di inizio anno.

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Il confronto è abbastanza impressionante. Il 2 gennaio Stellantis valeva 9,72 euro per azione, mentre il 22 settembre il titolo si trovava intorno a 4,22 euro. In meno di nove mesi è stato quindi bruciato oltre il 56 per cento del valore. Un calo che difficilmente può essere ignorato e che dice molto più di tanti comunicati su quanto il mercato resti scettico sulla velocità del recupero.

Stellantis migliora i conti, ma la Borsa continua a non fidarsi

La cosa curiosa è che gli ultimi risultati finanziari non raccontano affatto di un gruppo completamente fermo. Nel secondo trimestre Stellantis ha registrato ricavi per 43,5 miliardi di euro, il 13% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto è tornato positivo a 293 milioni, mentre l’utile operativo rettificato ha raggiunto 773 milioni di euro, con un margine dell’1,8 per cento.

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Anche il flusso di cassa industriale è migliorato, arrivando a un miliardo di euro. Non sono numeri da festa grande, ma rispetto ai mesi più difficili rappresentano comunque un passo avanti.

Stellantis

A dare la spinta maggiore è stato ancora una volta il Nord America. I ricavi nell’area sono saliti del 32 per cento e questo ha permesso a Stellantis di recuperare terreno in uno dei mercati più importanti per il gruppo. Dopo le difficoltà vissute negli Stati Uniti, vedere finalmente qualche segnale positivo era praticamente indispensabile.

In Europa, invece, il quadro resta molto più freddo. I ricavi sono rimasti quasi fermi e il margine operativo rettificato è ancora negativo dello 0,6 per cento. Ed è proprio questo uno dei punti che continua a preoccupare gli investitori. Il gruppo può anche migliorare oltreoceano, ma finché il Vecchio Continente resta debole sarà difficile parlare di recupero pienamente consolidato.

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Negli ultimi giorni, poi, sono arrivate anche valutazioni poco incoraggianti da parte degli analisti. Morgan Stanley ha abbassato il giudizio su Stellantis da Equal Weight a Underweight e ha ridotto il target price da 5,70 a 4,50 euro. Tra i problemi indicati ci sono una gamma che in alcuni segmenti appare ancora in ritardo, le scorte elevate e una generazione di cassa che deve ancora convincere.

Stellantis USA

Poco dopo è arrivata anche Berenberg, che ha portato il giudizio da Buy a Hold e ha tagliato il prezzo obiettivo da 7,80 a 5,10 euro. Anche in questo caso il messaggio è simile: il gruppo ha ancora margini per recuperare, ma ci sono troppi nodi aperti per parlare già di svolta.

Antonio Filosa ha comunque confermato la guidance per il 2026 e Stellantis continua a lavorare sul piano FaSTLAne 2030. Per l’intero esercizio il gruppo punta a una crescita dei ricavi nella fascia media a una cifra e a un margine operativo rettificato nella parte bassa delle singole cifre.

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Il problema è che la Borsa, a questo punto, non sembra più accontentarsi di promesse o di un trimestre leggermente migliore. Dopo una caduta così pesante del titolo servono risultati più convincenti e soprattutto più continui. Servono margini più solidi, nuovi modelli capaci di fare davvero numeri e la dimostrazione che il recupero possa durare anche nel 2027. Solo allora il mercato potrebbe iniziare a cambiare davvero idea su Stellantis.