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Stellantis scivola in Borsa: Berenberg taglia il giudizio e il prezzo obiettivo crolla a 5,1 euro

Stellantis sotto pressione a Piazza Affari dopo il declassamento di Berenberg da “buy” a “hold” e il taglio del prezzo obiettivo da 7,8 a 5,1 euro. Gli analisti segnalano margini deboli, scorte elevate, concorrenza sui prezzi e difficoltà in Nord America ed Europa, riducendo del 15% le stime sull’utile operativo 2026-2028.

Stellantis

Giornata difficile per Stellantis a Piazza Affari, dove il titolo ha perso terreno dopo una nuova valutazione arrivata dagli analisti di Berenberg. La banca d’affari ha infatti rivisto al ribasso il giudizio sul gruppo automobilistico, passando da “buy” a “hold”, e ha soprattutto ridotto in maniera netta il prezzo obiettivo: da 7,8 a 5,1 euro per azione. Una revisione che ha pesato sul titolo, in calo di circa il 2 per cento a Milano.

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Stellantis paga i dubbi sui margini e sulle scorte in Nord America

Il punto che preoccupa maggiormente gli analisti riguarda la redditività, in particolare in Nord America. Secondo Berenberg, la ripresa dei volumi non sarebbe stata accompagnata da un miglioramento altrettanto rapido dei margini. In altre parole, Stellantis starebbe tornando a vendere di più, ma senza riuscire ancora a trasformare questo recupero in un aumento proporzionato della redditività.

Il tema potrebbe diventare ancora più delicato nella seconda parte dell’anno. La riduzione delle scorte, necessaria dopo le difficoltà degli ultimi periodi, potrebbe infatti limitare i volumi proprio mentre il mercato statunitense rischia di rallentare. Gli analisti segnalano inoltre pressioni derivanti dai costi delle materie prime e da una concorrenza sui prezzi che resta molto forte.

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In Europa la situazione è resa ancora più complessa dalla crescente presenza dei costruttori cinesi, sempre più competitivi proprio nei segmenti dove Stellantis concentra una parte importante delle proprie vendite. Questo significa che aumentare i prezzi per recuperare margini diventa difficile senza rischiare di perdere ulteriormente terreno.

Berenberg richiama l’attenzione anche sulle scorte, tornate intorno ai 100 giorni. Un livello che inizia ad avvicinarsi a una soglia considerata delicata, anche se la situazione viene giudicata meno problematica rispetto al 2024. Secondo gli analisti, infatti, circa il 75-80 per cento delle auto oggi presenti negli stock sarebbe costituito da modelli più recenti, con prezzi e posizionamento più coerenti rispetto alla domanda.

Alla luce di questi elementi, Berenberg ha ridotto di circa il 15 per cento le proprie stime sull’utile operativo di Stellantis per il periodo 2026-2028. Nello stesso report, la banca ha confermato invece il giudizio “buy” su Volkswagen, promosso BMW da “hold” a “buy” e mantenuto una valutazione più prudente su Renault, Porsche e Mercedes-Benz.

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