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Ricambi usati certificati ed economia circolare: Stellantis scopre che l’usato va bene

Volkswagen e Stellantis puntano sui ricambi rigenerati per ridurre i costi di riparazione. Fino al 70% in meno rispetto al pezzo nuovo.

stellantis, sustainera, ricambi usati

Riparare costa troppo: sarebbe questa la principale preoccupazione che tormenta gli automobilisti europei ogni volta che il cruscotto accende una spia. Il mercato dei ricambi, tra rincari post-pandemia e catene di fornitura messe a dura prova, non ha migliorato la situazione. Così, Volkswagen e Stellantis hanno deciso di abbracciare ufficialmente l’economia circolare. Anche perché conviene molto anche ai due grandi gruppi.

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Non si tratta di un’idea rivoluzionaria, va detto. I ricambi usati circolano da sempre nei mercatini dell’auto e nelle officine indipendenti. La novità è che ora i due colossi li integrano nelle proprie reti ufficiali, con tanto di certificazione e garanzia.

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Stellantis ci è arrivata prima, strutturando il progetto sotto il marchio Sustainera: ricambi ricondizionati, riparati e rigenerati, provenienti da centri di recupero autorizzati, offerti con gli stessi standard qualitativi di un pezzo nuovo.

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Il Gruppo Volkswagen segue la scia. Cambi, motori, turbocompressori, moduli elettronici: componenti di seconda vita sottoposti a controlli tecnici rigorosi prima di tornare in circolazione, con una garanzia legale identica a quella di un componente uscito dallo stampo ieri.

Il risparmio per l’automobilista può oscillare tra il 30 e il 70 per cento rispetto al pezzo nuovo, a seconda della complessità tecnica e della disponibilità sul mercato. Uno scarto che, in caso di guasto importante, decide se un veicolo vale ancora la pena di essere tenuto in vita o è destinato alla pressa.

I produttori vogliono trattenere i clienti nelle proprie reti ufficiali anche dopo la scadenza della garanzia, quando la concorrenza delle officine indipendenti si fa più aggressiva. Offrire un’alternativa economica senza cedere sul controllo qualitativo è una mossa difensiva mascherata da gesto virtuoso. Funziona lo stesso.

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Sul fronte ambientale, la partita è ancora più interessante. Rigenerare un componente consuma meno materie prime e produce meno emissioni rispetto alla produzione ex novo. Sui veicoli elettrificati, dove il ciclo di vita di batterie, motori elettrici e centraline è tutt’altro che scontato, il principio diventa quasi irrinunciabile.