La Citroën C15 che circola online, con frontale ispirato ai modelli attuali, carrozzeria rinfrescata e silhouette fedele all’originale, va detto, è opera di designer digitali, non del costruttore.
Citroën non ha annunciato alcun ritorno del piccolo furgoncino. Eppure il risultato in queste immagini, acclamato in Francia, racconta come la C15 continui a muovere sentimenti concreti, decenni dopo l’uscita di scena. Silhouette semplice, spazio di carico generoso, reputazione di indistruttibilità, difficile trovare una combinazione più efficace.
Citroën stava seduta sopra un’opportunità commerciale evidente e ha scelto di ignorarla. Il marchio ha deciso che il modello giusto per incarnare la rinascita dell’iconico non è la C15, ma la 2CV.
A maggio 2026 è arrivata la conferma ufficiale: in sviluppo c’è un nuovo modello ispirato allo spirito della 2CV e sarà elettrico. Non una copia, tengono a precisare da Citroën, non un esercizio di nostalgia travestito da prodotto. L’obiettivo è ricreare la filosofia che ha reso vincente l’originale: semplicità, leggerezza, praticità, accessibilità economica.
È una scommessa ambiziosa, e per certi versi più coraggiosa del ritiro di un furgoncino anni Ottanta. La 2CV era una posizione ideologica su quattro ruote. Replicarne lo spirito senza replicarne la forma è un esercizio delicato.
Le specifiche tecniche restano, per ora, un vuoto. Potenza, autonomia, capacità della batteria, prezzo: nulla è stato comunicato. Il costruttore ha però indicato una data precisa per cominciare a riempire quel vuoto: il Salone dell’Auto di Parigi, ottobre 2026. Qualche settimana e il progetto inizierà ad avere numeri veri.
Nel frattempo, la C15 moderna continua a vivere dove è sempre vissuta negli ultimi anni: nei render di appassionati e nei commenti carichi di aspettativa sotto i post dei social. Chi sperava in un’alternativa al Doblò con il DNA francese (quello che ha visto anche la nascita del Berlingo) dovrà aspettare ancora, sempre ammesso che quell’attesa abbia un finale.


