Per Lancia si apre una fase molto diversa da quella immaginata solo pochi anni fa. Dal 1° settembre Arnaud Belloni è diventato CEO di Fiat, Abarth e Lancia, mentre Stellantis ha spiegato chiaramente che il marchio torinese verrà sviluppato con una maggiore integrazione con Fiat. L’obiettivo dichiarato è sfruttare meglio sinergie, scala ed efficienza, senza cancellare l’identità di Lancia.
Lancia e Fiat più vicine, ma cosa significa per i prossimi modelli
Il cambiamento nasce dal piano FaSTLAne 2030, con cui Stellantis vuole semplificare la gestione dei suoi numerosi marchi e concentrare maggiormente gli investimenti. Fiat è stata indicata come uno dei quattro Global Brand del gruppo, mentre per Lancia è prevista una gestione più strettamente collegata alla casa torinese.
Questo non significa che le future Lancia diventeranno semplicemente delle Fiat con un altro logo. Potrebbe però aumentare la condivisione di piattaforme, motori, componenti elettronici e processi industriali, una strada che permetterebbe di ridurre i costi soprattutto per un marchio con volumi ancora relativamente contenuti.
Una prima correzione rispetto ai piani iniziali, del resto, è già evidente. Nel progetto del “Rinascimento” presentato alcuni anni fa Lancia avrebbe dovuto diventare completamente elettrica in tempi molto rapidi. Oggi la nuova Gamma, presentata a settembre e prodotta a Melfi, arriverà invece sia elettrica sia ibrida. La fastback da 4,67 metri utilizza la piattaforma STLA Medium e sarà proposta con una versione Hybrid capace di superare i 1.000 km di autonomia complessiva e con elettriche fino a 375 CV.
È proprio questo maggiore pragmatismo che potrebbe caratterizzare anche i prossimi anni di Lancia. Meno rigidità sull’elettrico, maggiore attenzione a ciò che il mercato realmente chiede e più possibilità di sfruttare tecnologie già disponibili nel gruppo.
La grande incognita resta però la Delta. Il vecchio piano Lancia era molto preciso: nuova Ypsilon nel 2024, ammiraglia nel 2026 e nuova Delta nel 2028. Quest’ultima doveva essere lunga circa 4,4 metri, con forme geometriche e muscolose.
Oggi quella roadmap non appare più altrettanto definita. Stellantis non ha annunciato ufficialmente la cancellazione della Delta, ma nelle comunicazioni più recenti sul nuovo assetto di Lancia e sul piano FaSTLAne 2030 non è stata fornita una nuova conferma del lancio nel 2028.
La Gamma, invece, è diventata realtà ed è ormai uno dei pilastri della gamma insieme alla Ypsilon. Anche il posizionamento potrebbe essere rivisto. Il progetto originario puntava con decisione verso il premium europeo, con una rete dedicata e un’immagine molto sofisticata.
La maggiore vicinanza a Fiat potrebbe spingere Lancia verso una formula meno rigida: vetture comunque eleganti e riconoscibili, ma con una gamma più facile da vendere, motorizzazioni più accessibili e prezzi meno distanti dal cuore del mercato. Non è da escludere l’arrivo di qualche altro modello compatto. Si era ipotizzato il ritorno della Y10 ma al momento sono solo voci.
L’identità sportiva, invece, sembra destinata a restare. Il ritorno della sigla HF e l’impegno nei rally dimostrano che Stellantis continua a considerare il passato sportivo di Lancia un patrimonio importante. Nel frattempo Belloni guiderà contemporaneamente Fiat, Abarth e Lancia, mentre Gaetano Thorel ha esteso a Lancia le responsabilità che già aveva sui primi due marchi. È da questa nuova struttura che verranno decisi i prossimi passi, compreso il destino della Delta.



