Per Maserati la possibile collaborazione con Huawei e JAC potrebbe diventare una delle decisioni più delicate degli ultimi anni. Da una parte c’è la necessità di accelerare, ridurre i costi di sviluppo e riportare il marchio su numeri più sostenibili. Dall’altra c’è un patrimonio fatto di design italiano, motori, guida e immagine premium che non può essere diluito senza rischiare di perdere proprio ciò che rende Maserati diversa.
Come vi abbiamo scritto nei giorni scorsi, secondo Reuters Stellantis sarebbe in trattative avanzate con Huawei e JAC per costruire una partnership industriale di lungo periodo attorno al Tridente. Il quadro nasce da una situazione difficile: nel 2025 Maserati avrebbe consegnato meno di 8.000 vetture e registrato una perdita operativa adjusted di 198 milioni di euro.
Maserati può usare la tecnologia cinese senza diventare “cinese”?
Il vantaggio potenziale è evidente. Huawei può mettere sul tavolo software, infotainment, sistemi di assistenza alla guida ed elettronica avanzata; JAC, invece, dispone di capacità industriali e di una filiera capace di comprimere tempi e costi. Per Maserati significherebbe evitare di sviluppare tutto da zero in una fase nella quale ogni nuovo progetto richiede investimenti enormi.
Le indiscrezioni arrivate dalla Cina parlano addirittura di due nuovi modelli elettrici, una GT e un SUV medio-grande, con possibile utilizzo della tecnologia HIMA di Huawei e con JAC coinvolta nello sviluppo e nella produzione. Si tratta però di dettagli che non sono stati confermati ufficialmente da Stellantis e vanno quindi considerati come uno scenario ancora in evoluzione.
Se la collaborazione funzionasse, Maserati potrebbe ottenere accesso molto più rapido a tecnologie che oggi rappresentano uno dei punti di forza dei costruttori cinesi, soprattutto su cockpit digitale, connettività e gestione elettronica del veicolo.
Ovviamente però ci sono anche dei rischi. Infatti una Maserati troppo vicina a prodotti sviluppati altrove, magari condividendo troppo della struttura tecnica, potrebbe far nascere dubbi sulla sua autenticità. Nel lusso non basta avere prestazioni elevate o uno schermo più evoluto: contano provenienza, sensazioni, materiali, messa a punto e soprattutto percezione del marchio.
Proprio per questo l’eventuale formula produttiva sarà decisiva. Alcune indiscrezioni parlano di scocche realizzate in Cina e completamento finale in Italia, con interni, assetto e calibrazione affidati al Tridente. Sarebbe un compromesso interessante, ma anche molto delicato.
Stellantis, intanto, ha confermato Maserati come marchio di puro lusso nel piano FaSTLAne 2030, con due nuovi modelli di segmento E previsti nei prossimi anni. La vera sfida sarà capire quanto della futura Maserati nascerà in Cina e quanto resterà profondamente italiano.


