A Mirafiori arriva un altro lunedì con le linee ferme. Stellantis ha comunicato ai delegati dello stabilimento torinese un nuovo stop produttivo per lunedì 21 settembre, che questa volta coinvolgerà contemporaneamente Carrozzeria e Presse. Un’altra giornata senza produzione che arriva appena pochi giorni dopo le parole rassicuranti di Emanuele Cappellano sul futuro della fabbrica.
Il responsabile Europa di Stellantis aveva infatti dichiarato che nel 2026 la produzione di Mirafiori sarà circa doppia rispetto al 2025, indicando nella nuova 500 Hybrid uno dei principali motori della ripresa. Una lettura positiva che però si scontra con una realtà fatta, almeno in queste settimane, di fermate ripetute e volumi ancora molto lontani dalle ambizioni iniziali.
Mirafiori, il raddoppio non basta a spegnere le polemiche
La Fiom di Torino è tornata infatti all’attacco. Edi Lazzi e Gianni Mannori sottolineano che il problema produttivo non riguarda più soltanto la Carrozzeria, ma sta iniziando a coinvolgere anche altri reparti come le Presse. Secondo il sindacato, parlare di raddoppio rispetto al 2025 rischia di raccontare soltanto una parte della storia, perché le aspettative iniziali erano decisamente più alte.
Il riferimento è anche al target delle 100.000 Fiat 500 Hybrid, indicato in passato per Mirafiori. Già a maggio Cappellano aveva però messo le mani avanti, spiegando che il raggiungimento di quel volume sarebbe dipeso dall’andamento del mercato. Il manager aveva comunque confermato la continuità produttiva di 500 elettrica e 500 ibrida e assicurato che non era prevista una riduzione della capacità dello stabilimento.
A settembre si sono però accumulati nuovi stop. All’inizio del mese Stellantis aveva spiegato alcune fermate con la mancanza di componenti per i motori, dovuta a una domanda di vetture ibride superiore alla capacità produttiva disponibile presso Teksid Carmagnola.
Per i sindacati, però, il problema ormai va oltre le difficoltà temporanee di approvvigionamento. La richiesta resta quella di assegnare a Mirafiori un altro modello e di investire su una linea capace di ospitare più vetture, così da ridurre la dipendenza dalle attuali produzioni.

