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Stellantis chiede una svolta all’UE: il futuro dei veicoli commerciali è a rischio

Dal Salone di Hannover, Stellantis Pro One invita l’Unione Europea a rendere la transizione elettrica dei veicoli commerciali più concreta e graduale. Emanuele Cappellano sottolinea il divario tra normative e mercato, evidenziando le difficoltà delle imprese legate a costi, autonomia, ricarica e infrastrutture. L’elettrificazione, sostiene, deve rispettare le esigenze quotidiane di chi lavora con furgoni e van.

Emanuele Cappellano

Dal Salone di Hannover arriva un messaggio piuttosto chiaro da Stellantis. Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo e numero uno di Stellantis Pro One, ha richiamato l’attenzione sul futuro dei veicoli commerciali leggeri, un settore che secondo il manager rischia di trovarsi schiacciato tra le esigenze reali delle imprese e una regolamentazione europea che corre molto più velocemente del mercato.

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Il tema riguarda furgoni, van e piccoli mezzi da lavoro utilizzati ogni giorno da artigiani, aziende, corrieri e operatori dei servizi. Un comparto meno appariscente rispetto a quello delle auto private, ma fondamentale per il funzionamento dell’economia europea.

Stellantis Pro One chiede all’UE regole compatibili con le esigenze del mercato

Cappellano ha ricordato come i veicoli commerciali leggeri rappresentino un pilastro strategico per l’Europa, sia sul fronte industriale sia per il ruolo che svolgono nella vita quotidiana di migliaia di imprese. Proprio per questo, secondo Stellantis, la transizione verso l’elettrico non può essere affrontata ignorando le necessità concrete di chi utilizza questi mezzi per lavorare.

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Il mercato degli LCV sta attraversando una fase tutt’altro che semplice. All’incertezza economica si aggiungono infatti i costi e le difficoltà legate alla transizione energetica. E, nonostante gli obiettivi ambientali sempre più stringenti, molti clienti continuano ancora oggi a preferire le motorizzazioni a combustione interna.

Per un’impresa, autonomia, tempi di ricarica, prezzo d’acquisto e disponibilità delle infrastrutture non sono dettagli secondari, ma elementi che possono incidere direttamente sull’attività quotidiana. Un furgone fermo troppo a lungo o poco adatto alle percorrenze necessarie può diventare un problema economico concreto.

Da qui l’appello rivolto da Stellantis Pro One alle istituzioni europee. Cappellano ha sottolineato la necessità di misure efficaci, concrete e soprattutto tempestive, spiegando che una transizione sostenibile può funzionare soltanto se accompagnata da una regolamentazione altrettanto sostenibile.

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Stellantis Pro One

Secondo il manager, oggi esiste infatti una distanza evidente tra i tempi imposti dalle normative e quelli con cui il mercato riesce realmente ad adattarsi. Le imprese devono fare i conti con investimenti, rinnovo delle flotte, infrastrutture e nuove modalità operative, elementi che non possono cambiare dall’oggi al domani.

Dunque Stellantis continua a investire nell’elettrificazione e nelle nuove tecnologie, ma chiede all’Unione Europea un quadro normativo più aderente alla realtà del mercato. Perché, soprattutto nel mondo dei veicoli commerciali, la transizione può funzionare soltanto se riesce a stare al passo con chi quei mezzi li usa per lavorare ogni giorno.