La Citroën GS non si dimentica. Quarant’anni dopo la fine della produzione, c’è ancora chi la guarda e vede il futuro, anzi, prova a disegnarcelo dentro. Mike G., fondatore di “mike.g.concepts“, si è cimentato nel prendere un’icona, passarla attraverso il filtro CGI e restituirla al presente in versione elettrica. L’obiettivo è sfruttare il patrimonio di Citroën e l’orientamento di Stellantis verso la mobilità a zero emissioni. Un omaggio più che un tentativo di creare qualcosa di realmente possibile.
La GS originale ha una storia che giustifica l’operazione nostalgia. Debuttata nel 1970, Auto dell’Anno 1971, venne progettata per colmare il baratro che si era aperto nella gamma Citroën tra le economiche 2CV e Ami e la lussuosa DS, quel monolite idropneumatico che dal 1955 aveva riscritto il concetto di automobile di rappresentanza.
La GS portò in fascia media la silhouette fastback a quattro porte, l’aerodinamica spinta e quel comfort da berlina alta che i francesi consideravano un diritto acquisito. Fu prodotta in Cile, Indonesia, Mozambico, Portogallo, Spagna, Sudafrica, Jugoslavia e Thailandia, oltre che in Francia.
Il concept di Mike G. recupera la sagoma con fedeltà: il profilo fastback è intatto, i fari a LED replicano la forma degli originali aggiornandone la tecnologia, i fanali posteriori triangolari mantengono il carattere con tocchi luminosi moderni. Le ruote posteriori semi-coperte e la forma delle portiere completano il lavoro di citazione.
All’interno, pelle blu su tutto, finiture cromate, profili bianchi, e l’iconico volante mobraccio fa il suo ritorno con airbag integrato, a ricordare che il passato va rivissuto, non solo contemplato. La plancia richiama quella della GS e della GSA, ma la strumentazione è digitale.
Dove il concept regge meno è nell’ambizione: di “colmare il divario tra l’avanguardia francese classica e il futuro della mobilità sostenibile”. La resa è un esercizio di stile riuscito a metà, corretto nei rimandi, un po’ generico nell’interpretazione. La GS originale era rivoluzionaria non perché citasse il passato, ma perché lo scardinava.



