Il mondo Ferrari regala varie opzioni di collezionismo. Le più alte sono, ovviamente, le auto del “cavallino rampante“, ma non mancano scelte di altra natura, legate al marchio, capaci anch’esse di regalare un certo appagamento emotivo. In questo ambito si inserisce il progetto Sketch Body, che celebra l’incontro tra i due poli del processo creativo: intuizione ed esecuzione.
Da una parte, il primo gesto, un tratto rapido, quasi istintivo, che scorre sulla carta e cattura una visione ancora libera dai vincoli della materia. Così prende forma l’idea, traducendo una prospettiva in tratti di matita, fatti a mano dal designer.
Lo sketch altro non è che uno schizzo. In pratica un disegno o un abbozzo fatto a mano, che fissa gli slanci iniziali, orientando il resto del flusso creativo. Qui si apre quel processo che porterà verso l’opera definitiva. In casa Ferrari quasi sempre la firma, negli ultimi anni, è di Flavio Manzoni.
Alla precisione dell’ingegneria, all’eccellenza manifatturiera e al sapere artigianale viene assegnato il compito successivo: quello di trasformare quell’intuizione in materia, che dà forma a un’auto capace di vivere su strada o in pista. Così l’immaginazione diventa presenza, in cui la forma si afferma nella sua dimensione compiuta.
Il progetto Sketch Body aggiunge una nuova linea nell’ambito degli oggetti Ferrari Collectibles, fino ad oggi composta dai Components, dai Red Pieces e dai Drivers’ Pieces, più legati all’universo racing. Adesso si cavalca l’onda dei prodotti stradali, celebrati in una dimensione artistica, da vivere in salotto o in garage. Sono pezzi di vettura e giochi di superfici che raccontano il pensiero di che li ha generati.
Ad aprire la serie ci pensa un cofano ispirato a quello di una Ferrari 812 Competizione Tailor Made, riletto in chiave artistica, come una tela tridimensionale. Su di esso viene inciso lo sketch che ne ha guidato la nascita, creando una intrigante connessione fra l’idea iniziale, riportata sulla superficie nel suo primo segno creativo, e l’elemento materico finale.
Nel caso specifico, come dicevamo, l’omaggio è a un cofano motore di grande presa emotiva, per le intriganti alchimie grafiche e volumetriche. La sua parte esterna si trasforma in spazio narrativo: una tela in cui il tratto si inserisce e si espande, seguendo le curvature, assecondando le tensioni dei volumi, dialogando con la luce e la materia.
Così l’oggetto diventa un ponte ideale fra fonte di ispirazione e prodotto, tra visione e realtà. Una bella prova d’arte, nel segno della passione Ferrari, che interessa anche altri modelli del marchio, oltre a quello citato, come la Purosangue e la Daytona SP3 (ma non solo).
Fonte | Ferrari
