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Autobianchi, un render riaccende la nostalgia per lo storico marchio italiano

Un render del designer digitale Bruno Callegarin riaccende l’interesse per Autobianchi, immaginando una moderna compatta urbana ispirata allo storico marchio italiano. Il progetto non è ufficiale, ma nasce anche dalle indiscrezioni sulla Fiat Pandina Tributo Autobianchi. Tra memoria di A112 e Y10 e ipotesi di rilancio, il nome resta legato alla storia dell’automobile italiana.

Autobianchi

Autobianchi è uno di quei nomi che, nonostante sia sparito dal mercato ormai da parecchio tempo, continua a dire qualcosa agli appassionati italiani. Basta infatti vedere comparire una nuova interpretazione della A112 o della Y10 per riaccendere immediatamente la curiosità. È successo anche nei giorni scorsi, quando il creatore digitale indipendente Bruno Callegarin ha pubblicato sui social questo render, immaginando una piccola Autobianchi dei giorni nostri. Ovviamente non è un progetto ufficiale e Stellantis non ha in programma, almeno per quanto se ne sa, il ritorno del marchio.

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Autobianchi rivive in un render che guarda al futuro

L’idea di Callegarin nasce anche dalle recenti indiscrezioni sulla Fiat Pandina Tributo Autobianchi. Secondo il creatore, anziché utilizzare semplicemente quel nome per una serie speciale della Panda, Stellantis farebbe meglio a riportare sulla strada una vera Autobianchi. Da qui nasce la vettura delle immagini, una piccola compatta moderna che non cerca di rifare una A112 in chiave moderna, ma prova piuttosto a immaginare che tipo di automobile potrebbe proporre oggi un marchio di questo genere.

Il risultato è una vettura molto semplice nelle proporzioni, corta e con un’impostazione decisamente urbana. Davanti troviamo un frontale piuttosto pulito, mentre dietro spicca la scritta Autobianchi. Non ci sono naturalmente informazioni su motori, piattaforma o dimensioni, semplicemente perché non esiste un progetto reale dietro queste immagini. È soltanto la personale interpretazione di Callegarin, che ha voluto riportare sotto i riflettori un nome che molti automobilisti italiani ricordano ancora molto bene.

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Del resto Autobianchi ha avuto un ruolo tutt’altro che secondario nella storia dell’auto italiana. Il marchio nacque nel 1955 dall’incontro tra Bianchi, Fiat e Pirelli e appena due anni dopo arrivò la Bianchina. La meccanica derivava dalla Fiat 500, ma l’idea era quella di offrire una piccola automobile più elegante e curata. Poi arrivarono Primula e A111, ma il modello che più di tutti è rimasto nella memoria è probabilmente la A112, lanciata nel 1969 e rimasta sulle strade italiane per moltissimi anni.

Autobianchi

A raccoglierne l’eredità fu nel 1985 la Y10, un’altra vettura destinata a lasciare il segno. In Italia continuò a portare il marchio Autobianchi, mentre in diversi mercati europei venne proposta come Lancia. La storia commerciale del marchio si concluse definitivamente negli anni Novanta e da allora Autobianchi non è più tornata nelle concessionarie.

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Il nome, però, ogni tanto riemerge. L’ultimo caso riguarda proprio la Fiat Pandina Tributo Autobianchi, della quale negli ultimi mesi sono stati avvistati alcuni prototipi. La vettura dovrebbe proporre dettagli specifici anche nell’abitacolo e rappresentare un omaggio allo storico marchio. Nulla lascia pensare, invece, a una vera rinascita di Autobianchi.