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Mirafiori si ferma ancora: Stellantis blocca la produzione anche il 7 e 8 settembre

Mirafiori si ferma ancora: Stellantis ha annunciato lo stop delle Carrozzerie il 7 e 8 settembre, con possibili ripercussioni anche sulle Presse e sull’indotto. La FIOM-CGIL denuncia una programmazione industriale insufficiente, teme il ritorno strutturale alla cassa integrazione e lancia l’allarme per i lavoratori interinali. Il sindacato chiede nuovi modelli e un confronto urgente per rilanciare lo stabilimento torinese.

Fiat 500e Mirafiori

Non c’è pace per Mirafiori. Dopo la pausa estiva, lo stabilimento torinese avrebbe dovuto provare a ritrovare un minimo di continuità produttiva, ma la situazione continua a essere complicata. Nella giornata di oggi, 4 settembre, Stellantis ha comunicato ai sindacati una nuova fermata delle linee per lunedì 7 e martedì 8 settembre. Lo stop riguarderà ancora una volta le Carrozzerie, dove viene prodotta la Fiat 500.

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Mirafiori resta ferma e cresce la preoccupazione dei sindacati

La nuova sospensione rischia di avere effetti anche sui reparti collegati alla produzione della 500. In particolare, il problema riguarda le Presse, dove in questo periodo si lavora esclusivamente per il modello torinese. Gli addetti sono attualmente in ferie collettive e il prolungamento dello stop potrebbe rendere ancora più difficile il ritorno a una normale attività produttiva. La sensazione è che la ripartenza dopo l’estate si stia trasformando in qualcosa di molto più complicato del previsto.

A lanciare l’allarme è ancora una volta la FIOM-CGIL di Torino. Il segretario generale Edi Lazzi parla di una situazione ormai diventata molto seria, sottolineando come i continui stop non coinvolgano soltanto Mirafiori, ma anche tutte le aziende dell’indotto. Molte di queste stanno già facendo ricorso alla cassa integrazione oppure stanno rinunciando a confermare parte dei lavoratori interinali, proprio a causa della mancanza di volumi sufficienti.

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fiat 500 hybrid

Il timore dei sindacati è che Mirafiori possa tornare a fare affidamento in maniera strutturale sugli ammortizzatori sociali. Una situazione che sembrava almeno in parte destinata a migliorare con l’arrivo della Fiat 500 Ibrida, dopo diciannove anni consecutivi segnati dalla cassa integrazione. In questo momento, però, le aspettative sembrano decisamente più basse. A rischiare maggiormente sarebbero soprattutto i circa 400 lavoratori interinali inseriti nello stabilimento torinese all’inizio dell’anno.

Secondo la FIOM, il problema non sarebbe legato soltanto a ritardi nelle forniture o a difficoltà nella disponibilità di componenti. Il sindacato punta invece il dito contro una programmazione industriale considerata insufficiente e contro la mancanza di nuovi modelli capaci di garantire volumi adeguati. Proprio per questo viene chiesto alle istituzioni di intervenire rapidamente e di convocare un confronto con Stellantis e le organizzazioni sindacali.

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Stellantis Mirafiori

La richiesta è piuttosto chiara: portare nel breve periodo almeno un nuovo modello a Mirafiori, così da aumentare i volumi produttivi e ridurre la dipendenza dalla sola Fiat 500. Per i rappresentanti dei lavoratori, continuare con fermate così frequenti rischia di mettere sempre più in difficoltà non solo lo stabilimento, ma anche l’intero tessuto industriale legato all’auto nell’area torinese.

La FIOM ha rivolto critiche molto dure anche ai vertici di Stellantis e alle istituzioni, chiamando direttamente in causa John Elkann e Antonio Filosa. Secondo il sindacato, l’attuale gestione rischia di trascinare ulteriormente verso il basso la produzione automobilistica torinese. La battaglia resta quindi concentrata sul futuro di Mirafiori e sulla necessità di un vero rilancio industriale, con nuovi modelli e carichi di lavoro più stabili.

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