Il futuro di Mirafiori passa in buona parte dalla Fiat 500, ma i numeri del mercato italiano raccontano per il momento una situazione piuttosto complicata. Mentre Stellantis ad agosto ha chiuso in crescita e Pandina continua a dominare le classifiche nazionali, la piccola prodotta a Torino resta molto più indietro. Un contrasto che emerge con chiarezza anche dall’interessante analisi firmata da Andrea Monticone su Torino Cronaca, dedicata proprio al rapporto tra vendite della 500 e prospettive dello stabilimento piemontese.
Fiat 500 resta fuori dalla top 30 in Italia
Secondo i dati Dataforce relativi ad agosto, Stellantis ha immatricolato in Italia 18.845 vetture, con un incremento del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è ancora Fiat Pandina, che continua a occupare il primo posto nelle classifiche di vendita.
Per la Fiat 500, invece, il quadro è diverso. Scorrendo la graduatoria delle trenta auto più immatricolate ad agosto, il modello non compare. L’Audi Q3 Sportback, trentesima, ha totalizzato 607 unità: questo significa che la 500 è rimasta sotto quella soglia nel corso del mese.
La situazione cambia poco osservando il cumulato da gennaio ad agosto. Anche nei primi otto mesi del 2026 la city car torinese resta fuori dalla top 30 italiana, mentre diversi modelli presenti nella parte bassa della classifica hanno già superato quota 5 mila immatricolazioni.
Il dato assume un peso particolare perché Stellantis ha affidato alla Fiat 500 Ibrida una parte importante del rilancio produttivo di Mirafiori. In passato si è parlato più volte della possibilità di riportare lo stabilimento verso quota 100 mila vetture all’anno, obiettivo indicato da John Elkann e Olivier Francois e sostenuto anche dalle istituzioni piemontesi. Più recentemente il COO Emanuele Cappellano ha mostrato maggiore cautela sui tempi e sulla possibilità di raggiungere effettivamente quei volumi.
Centomila vetture in dodici mesi equivalgono a una media di oltre 8.300 auto al mese. È chiaro che il confronto con le sole immatricolazioni italiane non può essere diretto, perché la 500 viene venduta in tutta Europa e la produzione di Mirafiori è destinata a più mercati. La distanza tra i numeri attuali e il traguardo industriale rimane però notevole.
Molto dipenderà dalla risposta alla nuova 500 Ibrida, chiamata a raggiungere un pubblico più ampio rispetto alla 500 elettrica. Quest’ultima, da sola, non è riuscita negli ultimi anni a garantire i volumi che Mirafiori avrebbe bisogno di produrre.
Ed è qui che nasce il dubbio più importante: affidare gran parte della ripartenza dello stabilimento a un’unica famiglia di modelli potrebbe non essere sufficiente. Se le vendite della 500 non cresceranno rapidamente in Italia e nel resto d’Europa, per riempire le linee di Mirafiori potrebbe tornare d’attualità l’ipotesi di affiancarle un secondo modello con volumi più elevati.


