La Ferrari 512 BBi è una delle vetture più sensuali di sempre. Il suo fascino ha una grande forza magnetica ed attira il cuore di tutti. Un esemplare della specie è in vendita privata da Gooding Christie’s. La sua nascita risale al 1984, ultimo anno di produzione del modello, prima che il testimone passasse alla Testarossa.
Rifinita in Rosso Corsa con interni in pelle beige, l’auto proposta alle tentazioni di acquisto degli appassionati più facoltosi è stata usata con parsimonia nel corso del tempo. Le cifre ne danno conferma: meno di 8.000 miglia sono state percorse in più di 30 anni.
Questa Ferrari 512 BBi è stata sottoposta, dal 2014 al 2017, a un restauro pluriennale, curato da Newman Automotive R&D Inc. Per riportarla allo splendore delle origini furono spesi oltre 275.000 dollari. Dalla fine dei lavori la “rossa” in esame è stata usata in rare occasioni. Anche in virtù di questo le sue condizioni sembrano, pure oggi, impeccabili.
Nel 2023 la vettura ha ottenuto la certificazione Ferrari Classiche: un plus, nella prospettiva collezionistica. Il prezzo richiesto, nella vendita privata, è di 475.000 dollari, pari col cambio odierno a circa 410.000 euro. Una cifra impegnativa, ma ancorata allo status del mezzo.
La Ferrari 512 BBi messa in catalogo è quella con telaio ZFFJA09B000051803. Appartiene, come già scritto, all’ultimo stock di produzione della Berlinetta Boxer. Si offre alla vista nel massimo splendore, con la combinazione cromatica più seducente: esterni verniciati in Rosso Corsa, interni in pelle beige.
Figlia di una famiglia di vetture che ebbe per capostipite la 365 GT4 BB, presentata al Salone dell’Auto di Parigi del 1973, diede come l’altra una spinta alla nuova architettura meccanica del “cavallino rampante“, con il motore alle spalle dell’abitacolo. Un approccio radicalmente diverso rispetto a quello seguito fino alla 365 GTB/4 Daytona.
La Ferrari 512 BBi ora in vendita privata fu acquistata nuova tramite il concessionario francese Charles Pozzi da un cliente di Mobile, in Alabama. Oggi risplende meglio che mai, per le note di un fascino che non teme il confronto con le auto più recenti del marchio, almeno sul piano estetico.
Evoluzione finale della Berlinetta Boxer, questa vettura abbina il suo motore 12 cilindri piatto all’iniezione Bosch, per migliorare la guidabilità e la coppia, ossequiando le normative ambientali del suo tempo storico. Nella veste in esame prese forma in 1.007 esemplari.
Portata al debutto nel 1981, la Ferrari 512 BBi faceva a meno dei precedenti quattro carburatori Weber a triplo corpo. Questo toglieva un po’ di romanticismo e di cavalli, ma ebbe un effetto trascurabile sulle prestazioni assolute. In cambio l’auto di Maranello offriva una gestione più fluida e gradevole, oltre a una coppia più corposa ai medi regimi.
La potenza massima del cuore a 12 cilindri da 5.0 litri di cilindrata si fissava a quota 340 cavalli. Di riferimento le metriche prestazionali, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 6 secondi, da 0 a 400 metri in 14,2 secondi e da 0 a 1.000 metri in 25,1 secondi. La punta velocistica si spingeva oltre la soglia dei 280 km/h.
In quegli anni erano cifre spaziali. Ancora oggi dicono tanto, specie tenendo conto del fatto che non sono contaminate da apporti digitali, capaci di incidere negativamente sulla sfera emotiva.
Sicuramente la Ferrari 512 BBi ha fascino da vendere. Io la adoro, non solo perché è stata la prima “rossa” su cui ho fatto un giro, quando ancora ero un bambino. Sono certo che l’esemplare in vendita troverà un acquirente, anche se il prezzo è sopra la media. Il plus è nel basso chilometraggio e nello stato di forma in cui versa l’esemplare.
Lascio per ultima l’estetica del modello, da capolavoro d’arte. I suoi tratti, sensuali e pungenti, esprimono sportività ed eleganza, in una perfetta miscela. Ne deriva un aspetto scultoreo, impossibile da non amare. Pininfarina ha firmato con lei un altro dei suoi grandi capolavori: la Brigitte Bardot delle auto. Sublimi le musicalità meccaniche elargite dall’unità propulsiva: non si finirebbe mai di ascoltarle. Che magnifica orchestra!
Fonte | Gooding Christie’s
