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Stellantis, allarme Fiom su Mirafiori: “Senza nuovi modelli Torino rischia il declino”

La Fiom-Cgil torinese lancia l’allarme sul futuro industriale di Torino e di Mirafiori, criticando il piano Stellantis giudicato insufficiente per l’Italia e debole per il capoluogo piemontese. Edi Lazzi chiede nuove produzioni e una nuova linea nello storico stabilimento, per evitare lo svuotamento industriale e garantire occupazione e rilancio produttivo.

Stellantis Mirafiori

Cresce la tensione attorno al futuro industriale di Torino e dello stabilimento Stellantis di Mirafiori. A lanciare l’allarme è Edi Lazzi, segretario generale della Fiom-Cgil torinese, intervenuto a margine della manifestazione “Contro il declino industriale ed economico di Torino e del Piemonte”. Al centro delle critiche c’è il piano industriale del gruppo automobilistico, giudicato insufficiente per l’Italia e ancora più debole per il capoluogo piemontese.

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Fiom lancia l’allarme su Mirafiori: senza nuovi modelli e investimenti, lo stabilimento Stellantis rischia di svuotarsi e Torino di perdere lavoro

Secondo Lazzi, le rassicurazioni arrivate finora dai vertici aziendali non sarebbero supportate da impegni concreti. Il sindacato guarda con attenzione agli incontri previsti a Roma, a partire dall’audizione parlamentare del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa e dal confronto tra Stellantis e le organizzazioni sindacali. Ma la preoccupazione resta alta, soprattutto per l’assenza di nuovi prodotti assegnati allo stabilimento torinese.

Il nodo principale è Mirafiori, storico cuore dell’automotive italiano, oggi alle prese con volumi produttivi ridotti e prospettive considerate troppo incerte. Per la Fiom, senza nuove assegnazioni il rischio è quello di un progressivo svuotamento industriale. Lazzi ha sottolineato come, nel giro di sei o sette anni, una parte consistente della forza lavoro attuale potrebbe uscire dal ciclo produttivo per pensionamento, rendendo ancora più urgente una strategia di rilancio.

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La richiesta del sindacato è chiara: portare nuove produzioni a Torino e realizzare una nuova linea a Mirafiori. Non semplici dichiarazioni d’intenti, dunque, ma investimenti capaci di garantire continuità produttiva e occupazionale. Per la Fiom, l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare ad almeno 200 mila vetture all’anno, una soglia ritenuta necessaria per mantenere vivo il ruolo industriale dello stabilimento.

La questione, però, non riguarda soltanto Stellantis. Il futuro di Mirafiori è strettamente legato all’intero tessuto economico piemontese, fatto di fornitori, servizi, competenze e occupazione qualificata. Per questo la mobilitazione sindacale punta a riportare il tema al centro dell’agenda politica e industriale. Torino, avverte la Fiom, non può permettersi di perdere un altro pezzo della propria storia produttiva.

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