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Stellantis, si apre il confronto con Unifor in Canada: sul tavolo Brampton, Windsor e migliaia di posti di lavoro

Stellantis si prepara a rinnovare con Unifor il contratto collettivo canadese, in scadenza a settembre. Al centro del confronto ci saranno il futuro dello stabilimento di Brampton, fermo dal 2023 e potenzialmente in vendita, i volumi produttivi di Windsor e degli altri impianti, oltre a salari, benefit e garanzie per migliaia di lavoratori.

Stellantis Brampton

Per Stellantis si apre una fase importante in Canada. Il gruppo si prepara a sedersi al tavolo con Unifor per rinnovare il contratto collettivo che riguarda migliaia di lavoratori. Il confronto arriva in un momento tutt’altro che tranquillo per l’industria automobilistica canadese, stretta tra tensioni commerciali con gli Stati Uniti, impianti fermi e piani produttivi ancora da definire. Il caso più delicato resta quello di Brampton, dove il sindacato vuole capire quali siano davvero le intenzioni del gruppo.

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Stellantis e Unifor al tavolo in Canada

Il contratto attuale scade a settembre e i tempi per arrivare a un accordo non sono lunghi. Unifor ha già chiuso le trattative con Ford e General Motors e userà inevitabilmente quegli accordi come punto di riferimento. Nel caso di GM, il rinnovo ha portato anche nuovi investimenti e garanzie produttive per diversi stabilimenti. È quindi facile immaginare che il sindacato si presenti al confronto con Stellantis chiedendo impegni altrettanto concreti.

La questione che pesa di più riguarda Brampton, in Ontario. Lo stabilimento è fermo da dicembre 2023, quando erano partiti i lavori di riconversione per accogliere una nuova produzione. In origine si parlava di un nuovo SUV elettrico Jeep, ma nel frattempo Stellantis ha rivisto parte dei suoi programmi. Secondo Unifor, oltre 2.200 lavoratori legati al sito sono ancora fuori dalla produzione e aspettano di capire quale sarà il futuro dell’impianto.

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windsor, canada stellantis

Ad agosto la situazione si è fatta ancora più tesa. Stellantis ha infatti informato il sindacato della possibilità di aprire colloqui con un’altra società per una potenziale vendita dello stabilimento di Brampton. Non significa che la cessione sia già stata decisa, ma per Unifor è comunque un segnale che non può essere ignorato. Il sindacato ricorda inoltre che il contratto collettivo prevede un preavviso di almeno un anno in caso di vendita o chiusura.

Il negoziato, però, non si fermerà a Brampton. Unifor vuole risposte anche sugli altri siti canadesi di Stellantis, a partire da Windsor, uno degli impianti più importanti del gruppo nel Paese. Il punto è capire quali volumi verranno garantiti nei prossimi anni e soprattutto quali modelli saranno assegnati agli stabilimenti locali. Dopo i cambiamenti degli ultimi mesi nella strategia nordamericana, il sindacato vuole evitare di trovarsi davanti a nuove sorprese.

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Naturalmente si parlerà anche di salari, benefit e condizioni di lavoro. Gli accordi già raggiunti con Ford e GM alzano l’asticella e diventano un riferimento inevitabile. L’intesa con General Motors, ad esempio, ha previsto aumenti salariali e nuovi investimenti negli impianti dell’Ontario. È quindi probabile che anche i lavoratori Stellantis si aspettino qualcosa di simile.

stellantis windsor

Sul confronto pesa poi il clima commerciale tra Stati Uniti e Canada. I dazi americani sulle auto prodotte oltre confine stanno creando incertezza e hanno già spinto diversi costruttori a rivedere parte dei propri piani. Stellantis ha indicato proprio questo contesto tra i fattori che stanno influenzando le valutazioni su Brampton.

Il confronto con Unifor servirà quindi a capire molto più di quanto Stellantis sia disposta a concedere sul piano salariale. Il vero nodo riguarda il peso che il Canada continuerà ad avere nei programmi industriali del gruppo e quali prospettive verranno date agli stabilimenti locali.

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