La Ioniq V, nome che riporta a una famiglia automobilistica Hyundai a noi molto familiare, è una berlina fastback che rifiuta l’etichetta, con il passo da 2,90 m di una limousine e la silhouette che non bada all’altezza da terra.
José Muñoz, numero uno globale del gruppo coreano, ha presentato il modello con una frase che suona quasi come un manifesto: il futuro della mobilità si plasma in Cina, e Hyundai vuole essere lì. Dietro la dichiarazione c’è un progetto concreto, la joint venture Beijing Hyundai con BAIC, il colosso statale cinese, e un impegno finanziario da 8 miliardi di yuan, circa un miliardo di euro per venti nuovi modelli in cinque anni, la Ioniq V in testa.
Tecnicamente, il punto più interessante è l’architettura a 800 volt. Una scelta che promette ricariche rapide e gestione termica efficiente, ma sulla quale Hyundai mantiene un riserbo irritante. Nessun dato sulla potenza massima in corrente continua, nessun tempo di ricarica dichiarato. Difficile valutare la reale portata della cosa senza i numeri che contano.
Le configurazioni disponibili sono due, entrambe a trazione singola e con batterie LFP firmate CATL. La versione d’accesso monta un pacco da 53,5 kWh abbinato a un motore da circa 190 CV e dichiara tra 520 e 540 km nel ciclo CLTC, che con il WLTP europeo non è direttamente confrontabile. La variante superiore sale a 66,8 kWh e 228 CV, con autonomia dichiarata tra 620 e 650 km. Il peso contenuto, tra 1.707 e 1.808 kg a seconda della configurazione, è un segnale positivo per una vettura di queste dimensioni.
L’abitacolo punta tutto sullo schermo, un display 4K da 27 pollici orizzontale, processore Qualcomm Snapdragon 8295, intelligenza artificiale targata Baidu ed ByteDance, sistemi ADAS sviluppati con Momenta. Un ecosistema digitale costruito interamente con attori cinesi.
In Cina i preordini sono partiti il 21 agosto 2026, con prezzi che partono da 119.900 yuan per la versione 540 Max. Il lancio commerciale è previsto per settembre. In Europa non c’è ancora nulla di annunciato.
Che rimanga un prodotto cinese per i cinesi o che trovi la strada verso altri mercati, la Ioniq V stabilisce un precedente. Hyundai è disposta a costruire vetture diverse a seconda di dove le vende.




