La nuova Lancia Gamma sarà il secondo modello del nuovo corso avviato con Ypsilon. Ma per il marchio torinese questa vettura rischia di diventare una prova molto più importante, quasi un esame sulla reale possibilità di costruire una Lancia sostenibile all’interno della nuova Stellantis.
Lancia Gamma arriverà infatti in un momento delicato: la nuova Ypsilon non ha ancora prodotto quel salto di volumi che molti si aspettavano e il piano FaSTLAne 2030 ha cambiato profondamente il modo in cui il gruppo intende gestire i propri marchi. Per questo le vendite della nuova ammiraglia potrebbero avere un peso ben superiore a quello di un normale lancio commerciale.
Nuova Lancia Gamma: il suo successo potrebbe pesare sul futuro del marchio
I numeri spiegano bene la situazione. Nel primo semestre del 2026 Lancia ha totalizzato circa 6.700 immatricolazioni nei principali mercati europei in cui è presente, con l’Italia ancora nettamente dominante. La Ypsilon è cresciuta in alcuni Paesi, ma i volumi complessivi restano piuttosto contenuti. In Italia, nei primi sei mesi dell’anno, sono state registrate poco più di 5.200 Lancia. Il rilancio europeo, dunque, per il momento procede con numeri decisamente inferiori rispetto alle ambizioni mostrate qualche anno fa.
È in questo scenario che arriva la nuova Lancia Gamma. Il modello sarà prodotto a Melfi sulla piattaforma STLA Medium e avrà una carrozzeria crossover fastback lunga 4,67 metri. Rispetto ai programmi iniziali c’è già stata una correzione importante: la Gamma non sarà soltanto elettrica.
Accanto alle versioni a batteria da 230, 245 e 375 CV, Lancia proporrà infatti anche una variante ibrida da 145 CV con oltre 1.000 km di autonomia dichiarata. Una scelta che dimostra quanto Stellantis sia diventata più pragmatica rispetto al precedente piano, che prevedeva dal 2026 soltanto nuovi modelli elettrici per Lancia.
Proprio questo cambio di rotta fa capire perché il risultato commerciale della Gamma sarà osservato con grande attenzione. FaSTLAne 2030 ha assegnato a ogni marchio un ruolo molto più preciso. Fiat, Jeep, Peugeot e Ram sono diventati i quattro brand globali prioritari e, insieme a Pro One, riceveranno circa il 70 per cento degli investimenti destinati a marchi e prodotti.
Lancia ha invece una posizione differente: insieme a DS viene definita da Stellantis un marchio specializzato e sarà gestita sotto Fiat. Non significa che il suo futuro sia già scritto, ma è evidente che gli investimenti successivi dovranno essere valutati con una logica molto più attenta alla redditività.
E qui nasce la domanda più scomoda: cosa potrebbe succedere se anche la Lancia Gamma, dopo una Ypsilon partita con difficoltà, non riuscisse a conquistare abbastanza clienti? Nell’immediato probabilmente nulla di traumatico. Stellantis ha già investito nel progetto, le prime vetture prodotte a Melfi sono impegnate nei test e l’apertura degli ordini è prevista dopo l’estate.
Il modello avrà quindi tutto il tempo necessario per trovare il proprio spazio. Un eventuale risultato deludente, però, potrebbe pesare parecchio sulle decisioni successive. Per un marchio specializzato che genera volumi limitati, ogni nuovo progetto deve avere una giustificazione economica convincente.
Il primo punto interrogativo riguarderebbe inevitabilmente la futura Lancia Delta. Il vecchio piano di rinascita prevedeva tre modelli: Ypsilon nel 2024, Gamma nel 2026 e nuova Delta nel 2028. Quella strategia era nata in un contesto completamente diverso, nel quale Lancia avrebbe dovuto diventare progressivamente un marchio esclusivamente elettrico. Oggi sappiamo che quella impostazione è stata almeno in parte superata.
Nel nuovo FaSTLAne 2030 Stellantis non ha inoltre fornito per Lancia una roadmap dettagliata paragonabile a quella comunicata negli anni scorsi. Se Lancia Gamma funzionerà, sarà certamente più semplice sostenere nuovi investimenti; se invece dovesse deludere, è lecito immaginare che ogni programma successivo venga valutato ancora più attentamente.
Esiste naturalmente anche uno scenario meno drastico. Lancia potrebbe continuare come marchio di nicchia, con pochi modelli, investimenti relativamente contenuti e un utilizzo molto forte di piattaforme, motori e tecnologie già sviluppati all’interno di Stellantis. È probabilmente proprio questa una delle logiche della nuova collocazione sotto Fiat: mantenere viva una marca con un patrimonio storico enorme senza obbligarla a sostenere costi paragonabili a quelli di un brand completamente autonomo.
Le future Lancia potrebbero quindi condividere gran parte della propria base tecnica con altri modelli del gruppo, lasciando a design, interni, messa a punto e immagine il compito di creare una personalità riconoscibile.
Per questo la nuova Lancia Gamma rappresenta forse il test più importante del nuovo corso. Ypsilon deve ancora trovare la propria dimensione, ma opera nel segmento B e può essere sostenuta con versioni più accessibili, promozioni e aggiornamenti. Gamma entrerà invece in una fascia più difficile, con prezzi inevitabilmente superiori e concorrenti molto forti.
Se riuscirà a conquistare una clientela europea e a dimostrare che esiste ancora spazio per una Lancia moderna, elegante e diversa dalle altre Stellantis, il marchio avrà argomenti solidi per continuare il proprio rilancio. Se invece anche questo modello dovesse restare confinato a volumi molto bassi, la domanda sul futuro di Lancia diventerebbe inevitabilmente molto più difficile da evitare.




