Per Lancia i prossimi anni potrebbero essere molto diversi da come erano stati immaginati all’inizio del rilancio. La nuova Ypsilon è ormai una realtà da tempo mentre il prossimo grande appuntamento sarà rappresentato dal lancio commerciale della nuova Gamma. Più avanti, però, il quadro diventa decisamente meno scontato. Il nuovo piano di Stellantis ha infatti cambiato il ruolo del marchio torinese, che sarà gestito da Fiat e sviluppato come brand specializzato. Una scelta che potrebbe modificare profondamente anche il tipo di automobili che vedremo dopo il 2026.
Lancia, dalla nuova Gamma potrebbe iniziare una fase completamente diversa
La novità più vicina è naturalmente la nuova Lancia Gamma. Il modello è ormai entrato nella fase finale dello sviluppo, tanto che sulle strade italiane circolano già numerosi prototipi, alcuni praticamente privi di camuffature. Lancia ha inoltre mostrato le prime immagini ufficiali, togliendo buona parte del mistero intorno a quella che diventerà la nuova ammiraglia del marchio.
Gamma sarà una crossover fastback lunga 4,67 metri, larga 1,89 e alta 1,66 metri. Verrà costruita nello stabilimento Stellantis di Melfi sulla piattaforma STLA Medium e, rispetto ai programmi iniziali di Lancia, porterà con sé una novità non da poco: non sarà soltanto elettrica. Alla versione ibrida da 145 CV si affiancheranno elettriche da 230 e 245 CV, oltre alla AWD da 375 CV. Per la variante elettrica più efficiente Lancia parla di oltre 740 km di autonomia.
La scelta dell’ibrido racconta già molto della nuova fase del marchio. Qualche anno fa il progetto era molto più rigido e prevedeva un passaggio rapido verso una gamma esclusivamente elettrica. Il mercato, però, nel frattempo è cambiato e Stellantis ha scelto di concedere maggiore libertà sulle motorizzazioni. Il nuovo piano FaSTLAne 2030 prevede infatti una convivenza molto più lunga tra elettrico, ibrido e motori termici efficienti.
Nel frattempo la Lancia Ypsilon continuerà ad avere un ruolo fondamentale. È il modello che ha riaperto le porte dei mercati europei al marchio e che dovrà sostenere buona parte delle vendite almeno fino a quando Gamma non sarà pienamente a regime. La famiglia è già cresciuta parecchio rispetto al debutto e comprende anche le versioni HF e HF Line, quindi non avrebbe senso considerarle tra le novità future. Nei prossimi anni saranno piuttosto aggiornamenti, nuove motorizzazioni e il classico restyling a mantenerla competitiva.
Diverso il discorso per ciò che arriverà dopo Gamma. Ed è proprio qui che la situazione si fa interessante. Nel vecchio piano Lancia, il terzo grande modello del rilancio doveva essere la nuova Delta, attesa originariamente per il 2028. Per anni il suo ritorno era sembrato praticamente certo: una compatta lunga circa 4,4 metri che avrebbe dovuto recuperare uno dei nomi più importanti della storia della casa italiana.
Oggi quella certezza non c’è più. Nel nuovo quadro prodotto Stellantis fino al 2030 la Delta non è stata confermata e, almeno per il momento, non esiste più una data ufficiale da mettere sul calendario. Questo non significa necessariamente che sia stata cancellata per sempre, ma è evidente che il progetto non ha più la stessa solidità di qualche anno fa.
Il passaggio di Lancia sotto la gestione di Fiat potrebbe però aprire altre possibilità. Stellantis ha stabilito ufficialmente che il marchio torinese verrà sviluppato come brand specializzato sotto l’ombrello della casa automobilistica italiana. La logica è quella di utilizzare maggiormente piattaforme, tecnologie e progetti comuni, riducendo investimenti duplicati e costi di sviluppo.
Ed è proprio da qui che arrivano le indiscrezioni forse più interessanti. Al posto della Delta così come era stata immaginata in origine, in futuro Lancia potrebbe ricevere un modello più compatto, probabilmente un crossover, capace di posizionarsi tra Ypsilon e Gamma.
In passato si è parlato di una vettura lunga poco meno di 4,3 metri, dimensione che permetterebbe di entrare in una fascia di mercato particolarmente importante in Europa. L’ipotesi era quella di utilizzare una piattaforma Stellantis condivisa e di costruire un modello più semplice da rendere redditizio rispetto a una compatta premium progettata quasi da zero. Per ora si tratta esclusivamente di indiscrezioni e non esiste alcuna conferma ufficiale.
Con Lancia sotto Fiat, però, un progetto del genere appare meno difficile da immaginare. In passato i due marchi hanno già condiviso moltissimo senza proporre necessariamente automobili identiche. Basti pensare alla Fiat Idea e alla Lancia Musa, costruite sulla stessa base ma con personalità e pubblico differenti. Proprio la Musa riuscì a diventare uno dei modelli più fortunati del marchio negli anni Duemila.
Una formula simile, adattata ai tempi moderni, potrebbe essere utilizzata nuovamente. Lancia potrebbe sfruttare una delle nuove piattaforme globali di Stellantis per creare un modello compatto con interni più raffinati, materiali specifici e uno stile completamente diverso dalle Fiat con cui eventualmente condividerebbe la meccanica.
Questo non significa necessariamente dire addio alla Delta. Il suo nome potrebbe essere recuperato più avanti oppure addirittura utilizzato proprio per un futuro modello compatto, se Stellantis ritenesse ancora sufficientemente forte il richiamo commerciale. Ma oggi il ritorno nel 2028, così come era stato annunciato nel vecchio piano, appare decisamente meno sicuro.
C’è poi il capitolo sportivo. Lancia ha già riportato in vita la sigla HF e soprattutto è tornata seriamente nel mondo dei rally. Questa parte del progetto non è secondaria, perché permette al marchio di recuperare un legame con la propria storia senza dover necessariamente costruire tutta la gamma intorno alla nostalgia. La presenza della Ypsilon HF e delle versioni da competizione potrebbe diventare una costante anche sui modelli che arriveranno più avanti.
Molto dipenderà però dalla Gamma. Sarà il primo modello Lancia di grandi dimensioni dopo molti anni e soprattutto dovrà dimostrare che esiste davvero spazio in Europa per una Lancia più costosa e ambiziosa della Ypsilon. Se i risultati saranno positivi, per Fiat e Stellantis sarà più semplice dare il via libera ad altri progetti. In caso contrario, è probabile che il futuro venga costruito con ancora maggiore attenzione ai costi e ai segmenti capaci di garantire volumi.
La Lancia che si prepara ad affrontare la fine del decennio potrebbe quindi essere meno rigida rispetto a quella immaginata qualche anno fa: Ypsilon alla base, Gamma in alto e, nel mezzo, forse uno o più modelli compatti sviluppati sfruttando le sinergie con Fiat. Per sapere se tra questi ci sarà anche una nuova Delta bisognerà invece aspettare ancora.



