Mentre negli USA l’auto media pesa due tonnellate e mezzo ed è alta quanto un villino a schiera, Stellantis ha deciso di tentare la carta del micro-assurdo. La Fiat Topolino ha messo ruota negli Stati Uniti, e contro ogni previsione il mercato sta rispondendo.
Non stiamo parlando dell’ennesimo attacco al segmento delle solite city car, che in America, diciamolo, non sono mai piaciute a nessuno, ma di un’operazione surreale: vendere una scatolina elettrica da 13.995 dollari per fare concorrenza spietata ai golf cart nei quartieri residenziali e nei resort esclusivi.
I numeri iniziali raccontano una storia bizzarra. Il lancio ufficiale era previsto più avanti, ma l’entusiasmo manifestato dai concessionari americani ha spinto l’amministratore delegato Olivier François ad anticipare i tempi, spedendo oltreoceano una prima tranche di circa 300 unità. Risultato? Vendite prese d’assalto.
A Daytona un rivenditore ne ha piazzate sei quasi all’istante, in Minnesota ne hanno vendute cinque prima ancora che la bisarca scaricasse i veicoli, e in Michigan un altro punto vendita ne ha consegnate 10 su 14, correndo subito a ordinarne altre nove.
Attenti a non prendere abbagli: per meno di 15.000 dollari non ci si porta a casa un’automobile vera. La versione americana arriva infatti limitata ad appena 19 miglia orarie (circa 31 km/h), velocità che le impedisce legalmente di circolare sulle strade pubbliche. Solo in autunno Fiat distribuirà un kit gratuito per sbloccarla a 25 mph, permettendole di accedere all’omologazione come Low-Speed Vehicle (LSV). Una categoria che, per legge, non richiede airbag né strutture di assorbimento urti avanzate.
Sotto la pelle della Topolino c’è una piccolissima batteria da 5,4 kWh che promette fino a 46 miglia di autonomia (circa 74 km) e si ricarica in cinque ore dalla solita presa domestica. Viene proposta sia in versione chiusa sia nell’allestimento spiaggina “Dolcevita” senza portiere.
Negli Stati Uniti il business dei golf cart muove quasi un miliardo di dollari all’anno con circa 2,3 milioni di veicoli già in circolazione. Dopo la deludente performance della 500e sul suolo americano, l’invasione dei macchinini da quartiere potrebbe rivelarsi l’unica mossa per rianimare la rilevanza del marchio italiano oltreoceano.


