Il rallentamento della domanda di auto elettriche negli Stati Uniti sta iniziando a cambiare anche gli equilibri industriali costruiti negli anni della corsa alle gigafactory. L’ultima mossa arriva da General Motors, che ha deciso di cedere a Samsung SDI il proprio 49,99% della joint venture nata per realizzare lo stabilimento da 3,5 miliardi di dollari di New Carlisle, in Indiana. Una scelta che interessa da vicino anche Stellantis, visto che il gruppo guidato da Antonio Filosa starebbe discutendo proprio con Samsung SDI il futuro della partnership americana StarPlus Energy.
Stellantis valuta il futuro di StarPlus Energy negli Stati Uniti
Il caso General Motors mostra quanto rapidamente stia cambiando lo scenario. Samsung SDI salirà al 100% di SDI-GM Synergy Cells Holdings e potrà rivedere anche la destinazione della futura fabbrica, inizialmente progettata per produrre 27 GWh di batterie all’anno dal 2027. Una parte della capacità potrebbe essere utilizzata per sistemi di accumulo energetico, settore in forte sviluppo grazie a reti elettriche, rinnovabili e data center.
Per Stellantis il tema è particolarmente delicato. Il gruppo ha investito molto negli ultimi anni per assicurarsi una produzione locale di batterie in Nord America, ma le previsioni sulla crescita dell’elettrico si sono rivelate più ottimistiche rispetto all’andamento reale del mercato.
Un primo segnale di cambio di strategia è arrivato a febbraio, quando Stellantis ha ceduto a LG Energy Solution per appena 100 dollari la propria quota del 49% in NextStar Energy. La joint venture controlla la gigafactory di Windsor, in Canada, progetto nel quale sono stati investiti oltre 5 miliardi di dollari canadesi.
Adesso l’attenzione si sposta su StarPlus Energy, la società creata insieme a Samsung SDI e legata agli stabilimenti di Kokomo, in Indiana. Secondo le indiscrezioni, le due aziende avrebbero avviato discussioni sul futuro della partnership e tra le possibilità considerate ci sarebbe anche un’uscita di Stellantis. Al momento, però, non esiste alcun accordo definitivo e la separazione resta soltanto uno degli scenari sul tavolo.
Il cambio di rotta non significherebbe necessariamente un abbandono dell’elettrico. Lo stesso caso GM dimostra come i costruttori stiano cercando soprattutto di ridimensionare la capacità produttiva e limitare l’esposizione finanziaria, mantenendo allo stesso tempo accesso alle batterie per i futuri modelli.
Per Stellantis sarebbe un altro tassello della strategia impostata sotto Antonio Filosa: meno capitale immobilizzato in progetti industriali nati durante il boom delle aspettative sull’EV e maggiore flessibilità in un mercato nordamericano che oggi richiede un approccio molto più prudente.


