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Antonio Filosa: “Cliente al centro e brand valorizzati, così cambia Stellantis”

Antonio Filosa: “Rimetterò Stellantis sui binari giusti” ha dichiarato il CEO in una recente intervista

Antonio Filosa

All’indomani della sua nomina, molti si sono chiesti chi fosse il nuovo amministratore delegato di Stellantis. È lo stesso Antonio Filosa a raccontarsi, in un’intervista esclusiva rilasciata a Quattroruote, partendo dalle sue radici: «Sono nato come appassionato di auto e questa passione non mi ha mai abbandonato. Il mio primo vero lavoro è stato in Fiat e nel 2026 celebrerò 27 anni di carriera in quella che oggi è Stellantis». Un percorso internazionale, tra Europa e Americhe, che lo porta oggi a definire il ruolo di Ceo come «un privilegio: gestire persone che amo e un’azienda che ho nel sangue».

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Antonio Filosa: la nuova rotta di Stellantis tra clienti, territori e identità

Antonio Filosa non nega gli errori del passato, ma guarda avanti: «Il passato è carico di lezioni, ma bisogna voltare pagina. In questi sei mesi abbiamo già avviato cambiamenti necessari per costruire un futuro brillante». Il punto cardine è chiaro: «Abbiamo rimesso il cliente al centro». Da qui nasce la nuova organizzazione regionale: «Gli italiani devono gestire l’Italia, gli americani gli Stati Uniti. Ogni area è responsabile dei prodotti e del go-to-market».

Un esempio concreto arriva dagli Usa: «Abbiamo reintrodotto il motore Hemi V8 perché clienti e concessionari lo chiedevano. In un solo giorno abbiamo ricevuto 10 mila ordini». In Europa, invece, «il ritorno della 500 ibrida a Mirafiori nasce dallo stesso ascolto del mercato».

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Antonio Filosa - Stellantis

Sul tema dei brand, Filosa è netto: «Stellantis ha marchi iconici e tutti sono centrali, da Alfa Romeo a Maserati. La regionalizzazione darà a ciascun brand gli strumenti per esprimere la propria identità». E sulle accuse di favoritismi geografici taglia corto: «È solo rumore di fondo. Le scelte si fanno sui migliori talenti, non sui passaporti».

L’Italia resta un nodo chiave. «Ha eccellenze uniche, dal design all’ingegneria», sottolinea il Ceo, ma evidenzia anche i limiti: «Energia più cara fino al 40-50% rispetto ad altri Paesi e costo del lavoro più elevato». Per questo «stiamo lavorando in forte integrazione con il governo».

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Antonio Filosa

Critico, invece, il giudizio sulle normative europee: «Il piano della Commissione è uno step, ma deludente. Serve un’agenda più incisiva per recuperare competitività, soprattutto contro i costruttori cinesi». Anche sul prezzo delle auto Filosa è chiaro: «La gente ha ragione a dire che le auto sono care. Servono modelli europei più piccoli e accessibili, le cosiddette E-Car».

Guardando al futuro, il sogno è ambizioso: «Vorrei lasciare un’azienda entusiasta, capace di creare prodotti iconici». E sull’Italia manda un messaggio rassicurante: «Abbiamo investito 2 miliardi di euro, rafforzato gli stabilimenti e la filiera. Quello che abbiamo promesso, lo stiamo facendo. E continueremo così».

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