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Jeep compie 85 anni, Kuniskis racconta il mito: “Ha contribuito a scrivere la storia americana”

Jeep celebra 85 anni di storia americana con un omaggio alle origini di Toledo, dove nascono ancora Wrangler e Gladiator. Tim Kuniskis di Stellantis sottolinea il ruolo del marchio nella Seconda Guerra Mondiale, nel design dei fuoristrada e nell’identità industriale USA, mentre affronta anche le sfide commerciali attuali.

Tim Kuniskis

Ottantacinque anni dopo la nascita della prima Willys militare, Jeep conserva un posto speciale nella storia dell’automobile americana. Il marchio del resto rappresenta ancora oggi un pezzo importante dell’identità industriale degli Stati Uniti.

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Jeep celebra 85 anni tra storia, fabbrica di Toledo e futuro Stellantis. Kuniskis racconta origini, identità americana e sfide

A ricordarlo in un’intervista concessa al Detroit News è stato Tim Kuniskis, responsabile dei marchi americani di Stellantis, arrivato a Toledo insieme all’amministratore delegato Antonio Filosa. I due dirigenti hanno incontrato i lavoratori dello stabilimento dell’Ohio, dove vengono costruiti Jeep Wrangler e Gladiator, modelli che mantengono un legame evidente con le origini del marchio.

Toledo è infatti considerata la vera casa di Jeep. Proprio in questa città la Willys-Overland produceva i piccoli fuoristrada destinati all’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale. Un rapporto mai interrotto, celebrato ogni anno con il Toledo Jeep Fest, in programma dal 6 al 9 agosto.

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Parlando degli 85 anni del marchio, Kuniskis ha evitato di indicare come momento più importante il lancio di una versione sportiva o l’arrivo del motore Hemi V8 sulla Wrangler. Il dirigente ha preferito soffermarsi sulle persone, sulla fabbrica e sul ruolo avuto da Jeep durante il conflitto.

“Per 85 anni sono state prodotte a Toledo, in America, da operai americani e da persone che da generazioni realizzano questo prodotto”, ha dichiarato. Durante la guerra furono costruite circa 360.000 Willys, molte delle quali vennero imballate e spedite in Europa. Per Kuniskis, Jeep “non si è limitata a essere testimone della storia americana, ma ha contribuito a scriverla”.

Il manager ha rivendicato anche l’influenza esercitata dal marchio sull’intero settore automobilistico. “Abbiamo letteralmente dato inizio a questo linguaggio di design”, ha spiegato, ricordando come ancora oggi il nome Jeep venga spesso utilizzato per indicare qualsiasi fuoristrada, anche quando appartiene a un’altra casa automobilistica.

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La capacità di affrontare sterrati e percorsi difficili, un tempo considerata una caratteristica riservata a pochi appassionati, è diventata negli anni uno degli elementi più utilizzati per vendere SUV di ogni marca. Jeep ha contribuito in modo decisivo a rendere questo concetto popolare.

Il presente, però, non è privo di difficoltà. Negli Stati Uniti le vendite sono rimaste sostanzialmente stabili, dopo alcuni anni di flessione. Kuniskis ha ricordato che il marchio è riuscito a compensare il calo dei modelli elettrificati, che nella prima metà dell’anno precedente avevano raggiunto circa 40.000 unità tra ibride plug-in 4xe ed elettriche. “Dobbiamo fare meglio nella seconda metà dell’anno”, ha ammesso.

Secondo il piano quinquennale di Stellantis, entro il 2030 Ram potrebbe superare Jeep nelle vendite in Nord America. Kuniskis ha però escluso qualsiasi ridimensionamento: Ram dispone semplicemente di maggiori margini di crescita, soprattutto nei segmenti dei pick-up compatti e di medie dimensioni.

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Resta inoltre aperta l’idea di creare un museo dedicato ai marchi americani del gruppo. Nei magazzini Stellantis sono conservati concept, prototipi e numerosi modelli Jeep realizzati nel corso degli anni, una collezione che potrebbe raccontare al pubblico una storia iniziata 85 anni fa proprio a Toledo.