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Melfi, sindacati e Stellantis a confronto su DS7, Lancia Gamma e futura Alfa Romeo

Il futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi dipende dai nuovi modelli e soprattutto dal ritorno di volumi produttivi più alti. Nel confronto con i sindacati si è parlato del lancio della nuova DS7, della Lancia Gamma e della futura Alfa Romeo, oltre ai problemi di fornitura, agli investimenti energetici e alla proroga del contratto di solidarietà fino al 2026.

Stellantis Melfi

Il futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi si giocherà sui nuovi modelli, ma ancora di più sulla capacità di riportare sulle linee volumi produttivi più consistenti. È questo il nodo principale emerso durante l’incontro tra la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali metalmeccaniche del sito lucano avvenuto oggi.

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A Melfi partono DS7 e Lancia Gamma, mentre sindacati e Stellantis discutono volumi, forniture, Alfa Romeo e rilancio dello stabilimento

Il confronto è partito dal calendario dei prossimi lanci. La nuova Jeep Compass ha ormai superato la delicata fase iniziale, mentre la nuova DS7 dovrebbe entrare in produzione a settembre, subito dopo il lancio previsto nel mese di agosto. Per la Lancia Gamma, invece, le prime pre-serie sono attese alla fine di agosto, con l’obiettivo di completare il lancio industriale entro la fine del 2026.

DS7 e Lancia Gamma saranno proposte anche con motorizzazioni ibride BHEV e MHEV. Una scelta considerata fondamentale in questa fase, perché permetterà di rivolgersi a una platea più ampia senza dipendere esclusivamente dalla domanda di auto elettriche, che continua a muoversi in maniera irregolare e difficile da prevedere.

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Restano però diversi problemi da risolvere. Uno dei più urgenti riguarda la disponibilità dei componenti, in particolare dei cambi. Secondo Stellantis, la situazione potrebbe iniziare a migliorare da settembre, grazie all’avvio delle nuove produzioni nello stabilimento di Termoli.

Per la Jeep Compass, intanto, gli ordini starebbero premiando soprattutto gli allestimenti più ricchi. È un segnale incoraggiante, ma comporta anche una maggiore pressione sui fornitori, chiamati a garantire componenti specifici e a rispettare tempi produttivi sempre più stretti.

A Melfi si guarda già anche al futuro più lontano. Alla fine del 2027 dovrebbero partire le pre-serie del nuovo modello Alfa Romeo assegnato allo stabilimento, mentre l’avvio della produzione è previsto nel 2028. Per i sindacati, questa vettura dovrà rappresentare una vera occasione di rilancio, non soltanto per la fabbrica, ma anche per tutto l’indotto lucano, che negli ultimi anni ha pagato duramente il calo dei volumi.

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La richiesta è che il coinvolgimento dei fornitori italiani non resti sulla carta. Le organizzazioni sindacali chiedono di valorizzare le motorizzazioni prodotte nel nostro Paese e di difendere una filiera che rischia di perdere posti di lavoro, competenze e capacità industriale.

L’azienda ha inoltre annunciato il graduale ritorno del World Class Manufacturing e alcuni interventi per riorganizzare il layout dello stabilimento. Entro la fine del 2027 dovrebbero entrare in funzione anche un parco fotovoltaico e una centrale a biogas, due progetti pensati per ridurre in modo significativo i costi energetici della fabbrica.

Nel frattempo, il Contratto di Solidarietà è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, con una riduzione massima dell’attività lavorativa pari all’80 per cento. Una misura che resta necessaria finché i volumi non torneranno a crescere. Molto dipenderà dall’andamento della nuova DS7 e della Lancia Gamma, chiamate nei prossimi mesi a dare maggiore continuità alle linee e a ridurre gradualmente il ricorso agli ammortizzatori sociali.

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