Una Ferrari 225 S “Tuboscocca” Spider by Vignale del 1952 sarà proposta alla tentazione dei potenziali acquirenti nella prossima asta di Gooding Christie’s, che andrà in scena a Pebble Beach, a metà agosto. Al momento non si hanno notizie dettagliate sul lotto e dati sulle stime degli specialisti, che giungeranno con l’approssimarsi della vendita. Non ci vuole molto, però, a capire come le cifre in ballo saranno ben oltre la portata dei comuni mortali.
Un valore aggiunto è dato dal fatto che questa barchetta è una delle opere da corsa iniziali della casa di Maranello. La sua presentazione avvenne nel 1952, ad appena un lustro di distanza dal debutto della prima “rossa”, la 125 S. Con la Ferrari 225 S si è toccato il vertice nello sviluppo del V12 originale di Gioachino Colombo, prima dell’arrivo della leggendaria serie 250. Questo le riserva un posto speciale nella storia del “cavallino rampante”.
Tra gli esemplari più rari e desiderabili della specie meritano di essere menzionati quelli “tuboscocca” di Vignale. A questa famiglia appartiene la “rossa” destinata a passare di mano nell’asta di Pebble Beach, in California. L’auto messa in catalogo ha una storia agonistica documentata, che aggiunge appetibilità al lotto.
Ideale per gli eventi storici a motore più importanti del mondo, dalla 1000 Miglia Storica al Goodwood Revival, fino ai concorsi internazionali di eleganza più esclusivi, la scoperta emiliana si pone all’attenzione con grande forza attrattiva per i grandi collezionisti, desiderosi di aggiungere un pezzo speciale alla loro raccolta.
La Ferrari 225 S è una barchetta nobile e scattante. Piccola e agile, risulta imbattibile nel misto. Questa “rossa” incarna una lodevole sintesi tra l’ingegneria corsaiola e l’arte manifatturiera italiana dell’epoca. Con un passo ridotto – eredità diretta dei bolidi da competizione – la vettura in esame sfoggia un comportamento dinamico improntato all’eccellenza.
Si apprezzano, oltre alla capacità di danzare come un fuscello fra le curve, la grande maneggevolezza e una precisione d’inserimento da fare invidia alla concorrenza più accreditata. Certo, per stracciare i rivali in gara serviva un manico di primo livello. Nelle mani di piloti esperti, la Ferrari 225 S rivela sfumature dinamiche sublimi, che portano a dominare l’asfalto con grazia di taglio aristocratico.
Sul fronte stilistico, magica fu la matita di Vignale, che firmò quasi tutti gli esemplari della specie, a fronte dell’unica spider plasmata da Touring. Il design del modello profuma di dinamismo da ogni prospettiva di osservazione. Nella tela grafica spicca il lungo cofano, che genera una prospettiva visiva dominante della parte anteriore, per dare accoglienza al motore.
Di particolare pregio alcuni dettagli, come gli sfiati d’aria ellittici intagliati sulle fiancate, firma inconfondibile di un’artigianalità che faceva di ogni vestito una prova d’arte, con ogni esemplare diverso dall’altro. Il discorso della bellezza, in questo caso, vale per la variante aperta, che regala tratti fluidi e dinamici, di grande suggestione, mentre la versione chiusa si presenta agli occhi con un profilo forse un po’ rigido e goffo, sacrificando lo stile per l’abitabilità.
L’energia dinamica della Ferrari 225 S giunge da un cuore a 12 cilindri da 2.7 litri, in grado di sviluppare 210 cavalli di potenza massima a 7.200 giri al minuto. Questa energia è chiamata a muovere un peso piuma, di appena 850 chilogrammi. Ne deriva un tenore prestazionale di primo livello. La leggerezza è stata ottenuta tanto con l’uso di una carrozzeria in alluminio quanto con l’adozione del rinomato telaio “Tuboscocca” sviluppato dalla Gilco.
Il rapporto peso/potenza scrive un’equazione favorevole, che garantisce accelerazioni brucianti. A contrastare il vigore dinamico del modello dovrebbero pensarci i freni a tamburo, la cui risposta è però timida e non all’altezza. Il battesimo del fuoco non fu dei più fortunati per la Ferrari 225 S: nomi del calibro di Taruffi, Villoresi, Marzotto e Bracco furono costretti al ritiro anticipato nel durissimo Giro di Sicilia. Il riscatto fu però immediato e perentorio.
I successi arrivano presto in modo copioso: dalla prima vittoria firmata da Eugenio Castellotti alla Coppa d’Oro di Siracusa, fino ai trionfi al Giro di Calabria, alla Coppa d’Oro delle Dolomiti e al secondo posto al Tour de France con “Pierre Pagnibon”. L’apoteosi si consumò tuttavia su due palcoscenici leggendari: la Mille Miglia e Monaco.
Nella prima, la variante sperimentale “250 S” da 3 litri e 230 cavalli permise a Giovanni Bracco di compiere un capolavoro, respingendo l’assalto minaccioso delle ben più potenti Mercedes 300 SL, in una classica sfida tra Davide e Golia che proiettò la “rossa” direttamente nella storia.
A Monte Carlo, nel cuore del Principato, quando le lancette del tempo segnavano il 2 giugno 1952, per le auto di Maranello si realizzò una passerella trionfale. In quella cornice glamour, alle “rosse” andarono le prime cinque posizioni, con Vittorio Marzotto a guidare la sfilata dei “cavalli rampanti” tra i megayacht e l’élite mondiale.
Splendida anche la tripletta messa a segno al GP del Portogallo. Con questo curriculum, la Ferrari 225 S si è congedata dalla storia come uno dei capitoli più vivaci e vincenti firmati dal genio di Enzo Ferrari.
Fonte | Gooding Christie’s
