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Stellantis Spagna, utili in picchiata nel 2025 e 550 dipendenti in meno

Stellantis Spagna ha chiuso il 2025 con un utile netto di 156,6 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 718,9 milioni del 2024, mentre il fatturato è salito a 15,666 miliardi. La filiale ha prodotto 959.000 veicoli, ridotto l’occupazione a 11.841 dipendenti e prosegue il progetto della gigafactory batterie con CATL.

Stellantis Saragozza

Stellantis Spagna ha chiuso il 2025 con un utile netto di 156,6 milioni di euro. Non è una perdita, certo, ma il paragone con l’anno precedente cambia completamente la prospettiva. Nel 2024 il profitto aveva raggiunto 718,9 milioni. In appena dodici mesi è quindi svanito quasi l’80 per cento dell’utile.

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Nel 2025 l’utile di Stellantis Spagna crolla, ma i ricavi tengono. Produzione in calo, gigafactory in perdita e 550 addetti in meno

Il risultato racconta un anno difficile per Stellantis, alle prese con problemi che non riguardano soltanto la Spagna. Le auto elettriche hanno venduto meno di quanto il gruppo si aspettasse in diversi mercati europei, mentre la revisione dei programmi industriali ha imposto interventi costosi. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha dovuto correggere alcune delle scelte compiute negli anni precedenti e rimettere ordine tra investimenti, prodotti e capacità produttiva.

Eppure, leggendo il bilancio, emerge una situazione meno semplice di quanto suggerisca il solo dato sull’utile. Il fatturato, infatti, non è diminuito. Ha raggiunto 15,666 miliardi di euro, con una crescita dell’1,2 per cento rispetto al 2024.

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Stellantis Spagna ha quindi continuato a generare ricavi, vendere automobili e tenere occupate le proprie linee. Il problema è che da quel giro d’affari è rimasto molto meno nelle casse della società. Si è lavorato quasi come prima, ma con margini più sottili.

La filiale ha persino aumentato il proprio peso all’interno del gruppo. Nel 2025 la Spagna ha rappresentato il 10,2 per cento del fatturato mondiale di Stellantis, contro il 9,8 per cento dell’anno precedente. Una crescita contenuta, ma significativa, che conferma il ruolo del Paese nella struttura industriale del costruttore.

Anche l’utile operativo ha perso terreno, fermandosi a 244,5 milioni di euro. Il calo è stato del 33,4 per cento. Nello stesso periodo sono stati distribuiti dividendi per 704,4 milioni di euro, mentre gli oneri finanziari sono scesi a 15,6 milioni, con una riduzione del 28,8 per cento.

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Nel frattempo, nelle fabbriche spagnole si è continuato a produrre a ritmi molto elevati. Dagli stabilimenti di Vigo, Saragozza e Madrid sono usciti 959.000 veicoli. Sono tanti, ma rappresentano comunque una flessione del 2,2 per cento rispetto al 2024.

Il gruppo attribuisce questo calo soprattutto alla domanda più debole proveniente dai principali mercati europei. A soffrire sono state in particolare le vetture elettriche, protagoniste di una crescita meno rapida rispetto alle previsioni su cui erano stati costruiti molti dei programmi industriali.

Stellantis, però, ha mantenuto saldamente il controllo della produzione automobilistica spagnola. Quasi un veicolo su due costruito nel Paese è uscito da uno dei suoi impianti. La quota ha raggiunto il 42,2 per cento, aumentando di 0,9 punti rispetto all’anno precedente.

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Non è una contraddizione. Le fabbriche del gruppo hanno assemblato meno automobili, ma il resto dell’industria nazionale ha rallentato ancora di più. Di conseguenza, Stellantis ha perso qualche volume e allo stesso tempo ha guadagnato peso.

A Figueruelas, vicino Saragozza, va avanti anche il progetto della nuova gigafactory di batterie sviluppata con CATL. Contemporary Star Energy, la società creata dai due partner, ha chiuso il 2025 con 9 milioni di euro di perdite. La fabbrica è ancora nella fase di sviluppo e, per il momento, richiede investimenti senza poter generare ricavi.

L’anno si è chiuso anche con meno persone negli stabilimenti. Stellantis Spagna contava 11.841 dipendenti, 550 in meno rispetto a dodici mesi prima. La riduzione è avvenuta attraverso pensionamenti parziali e uscite volontarie concordate con i sindacati a Vigo, Saragozza e Madrid.

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