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Peugeot prepara due ammiraglie elettriche con Dongfeng, ma l’Europa resterà a guardare

Peugeot sta sviluppando con Dongfeng due nuove ammiraglie elettriche pensate soprattutto per la Cina e per pochi mercati selezionati, senza debutto in Europa. I modelli, una grande station wagon e un SUV di segmento D, uniranno tecnologia cinese e identità Peugeot in design, interni ed ergonomia, mentre in Europa il marchio seguirà il piano Stellantis.

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Peugeot sta lavorando a due nuove ammiraglie elettriche insieme a Dongfeng, ma il progetto non seguirà la strada più ovvia. Le vetture nasceranno pensando soprattutto alla Cina e ad alcuni mercati internazionali selezionati. In Europa, invece, non arriveranno.

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Peugeot svilupperà con Dongfeng due grandi elettriche per la Cina e mercati selezionati

A confermarlo è stato Alain Favey, amministratore delegato del marchio francese, che ha voluto chiarire subito un punto: non si tratterà di auto Dongfeng già esistenti con un nuovo logo sul cofano. Il lavoro sarà condiviso fin dall’inizio e Peugeot avrà un ruolo diretto nella definizione del prodotto.

Le prime anticipazioni erano arrivate al Salone dell’Auto di Pechino, dove il marchio aveva mostrato due concept molto diversi tra loro. Uno aveva la forma di una grande station wagon, elegante e filante, quasi una possibile erede spirituale della 508. L’altro era un SUV di segmento D, imponente e più grande di qualsiasi Peugeot oggi venduta nei mercati europei.

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La parte tecnica arriverà da Dongfeng. Piattaforma, architettura elettrica e motorizzazioni saranno sviluppate sfruttando l’esperienza del costruttore cinese. Peugeot, però, vuole mantenere il controllo su ciò che rende riconoscibile una sua automobile: il design, l’impostazione degli interni, l’ergonomia e l’atmosfera a bordo.

Favey ha insistito proprio su questo aspetto. La collaborazione non sarà un semplice esercizio di badge engineering. Le due aziende lavoreranno insieme, ma l’identità finale resterà quella del Leone. L’obiettivo è fare in modo che, guardandole o salendo nell’abitacolo, i clienti possano percepirle come vere Peugeot e non come prodotti cinesi adattati all’ultimo momento.

Per gli automobilisti europei, però, resterà soltanto la curiosità. Le due ammiraglie non sono previste per il Vecchio Continente. Favey lo ha detto senza lasciare spazio a interpretazioni: non essendo destinate all’Europa, non ha senso chiedersi se riusciranno a soddisfare le aspettative del pubblico europeo.

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La scelta è legata soprattutto alle dimensioni. I due modelli saranno più grandi rispetto all’attuale gamma Peugeot venduta da noi e sono stati pensati per un mercato, quello cinese, dove SUV e grandi elettriche di fascia medio-alta continuano ad avere un ruolo centrale.

Per Peugeot, questa collaborazione rappresenta anche un modo per accelerare la crescita fuori dall’Europa. Sfruttare tecnologie già sviluppate da Dongfeng significa ridurre tempi e costi, evitando di partire da zero in un settore che in Cina corre molto più velocemente.

Nel Vecchio Continente, invece, la strada resterà saldamente legata a Stellantis. Entro il 2030 sono previsti sette nuovi modelli, tra cui la prossima e-208, l’erede della 308 e tre vetture di segmento C prodotte in Francia. Due strategie diverse, dunque: una pensata per l’Europa e una più globale, costruita insieme a un partner cinese.