La nuova Citroën 2CV nascerà su una base cinese. È questa, secondo il Journal de l’Auto, la svolta che nessuno si aspettava, o forse che qualcuno temeva. Il marchio francese ha già confermato il ritorno di un modello ispirato alla leggendaria 2CV: elettrica, semplice, leggera, economica. Quello che ancora mancava era il come.

Ora la rivista francese indica la Leapmotor T03 come punto di partenza tecnico per le nuove Stellantis E-Car a basso costo. La conferma ufficiale di Citroën non è ancora arrivata, ma i pezzi del puzzle stanno prendendo una forma riconoscibile.
La Leapmotor T03 è una city car elettrica a cinque porte lunga 3,62 metri, con un motore da 95 CV, una batteria da 37,3 kWh e un’autonomia dichiarata di 265 km nel ciclo WLTP. Velocità massima, 130 km/h, guarda caso, è la cifra citata dall’amministratore delegato di Citroën, Xavier Chardon, parlando della futura 2CV. Una coincidenza?

Questo non significa che la nuova 2CV sarà una T03 riverniciata. L’idea, stando alle indiscrezioni, è usare l’architettura elettrica, i componenti della trasmissione, l’elettronica e il concetto di batteria compatta come base di sviluppo per modelli europei nuovi di zecca. La carrozzeria sarà inedita, e già vista in anteprima da alcuni concessionari al salone di Parigi, che parlano di un design capace di sorprendere. Le sospensioni e i sedili seguiranno la tradizione di comfort morbido che ha sempre caratterizzato Citroën. Sotto, quindi, batterà un cuore di Hangzhou.
La 2CV originale nacque nel Dopoguerra come risposta a un problema radicale: dare un’automobile a chi non poteva permettersela. Quattro ruote, un tetto, il minimo indispensabile. Il ritorno del modello punta sulla stessa filosofia, ma stavolta con il contributo di un costruttore cinese che negli ultimi anni ha dimostrato di sapere come tenere bassi i costi senza demolire il prodotto.

La produzione non sarà francese. Lo stabilimento scelto è quello di Pomigliano d’Arco con avvio previsto per il 2028. Una 2CV italo-cinese, dunque, venduta come francese.
Il pubblico europeo, cresciuto con il mito della 2CV come simbolo di libertà artigianale e identità transalpina, sarà disposto ad acquistare quel mito sapendo da dove arriva davvero?
