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Peugeot TotalEnergies all’assalto di Interlagos: in Brasile può iniziare una nuova stagione

Peugeot TotalEnergies arriva a San Paolo dopo una Le Mans deludente e cerca riscatto a Interlagos, circuito breve ma impegnativo dove contano gestione gomme, equilibrio della vettura e strategie rapide. La 6 Ore del Brasile sarà un test importante per la 9X8, già competitiva qui nel 2025, con Cassidy e Pourchaire al debutto sul tracciato.

Peugeot TotalEnergies

Il viaggio verso San Paolo arriva nel momento giusto per Peugeot TotalEnergies. Dopo una 24 Ore di Le Mans difficile da digerire, la squadra francese ha bisogno di tornare subito in pista, rimettersi al lavoro e verificare se i progressi mostrati negli ultimi mesi possano finalmente trasformarsi in risultati.

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Peugeot TotalEnergies torna a Interlagos per capire se la 9X8 può confermare i progressi e rilanciare la stagione nel FIA WEC

Interlagos, però, non è certo il luogo più semplice da cui ripartire. Il circuito intitolato a José Carlos Pace è il più corto del calendario FIA WEC: appena 4,309 chilometri. Eppure, in quei pochi chilometri, c’è praticamente tutto. Curve veloci, frenate impegnative, continui cambi di pendenza e pochissimo tempo per rilassarsi. È una pista vecchio stile, capace di premiare il talento dei piloti ma anche di mettere in crisi le vetture meno equilibrate.

Uno dei temi principali sarà il consumo degli pneumatici. L’asfalto brasiliano è particolarmente abrasivo e obbliga i team a trovare un equilibrio delicato tra velocità e gestione. Spingere troppo nelle prime fasi può significare pagare il conto più avanti. Essere troppo prudenti, invece, rischia di far perdere terreno in un gruppo dove le differenze sono spesso minime.

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A rendere tutto ancora più imprevedibile c’è il clima di San Paolo. Da queste parti il sole può sparire in pochi minuti, lasciando spazio a piogge intense e improvvise. Basta una nuvola nel momento sbagliato per mandare all’aria ore di calcoli e costringere il muretto a prendere decisioni in pochi secondi.

Peugeot TotalEnergies conosce bene il valore di questa gara. Nel 2025, proprio a Interlagos, le due Peugeot 9X8 avevano mostrato uno dei volti migliori della stagione. Dopo una qualifica convincente, con il quarto e il sesto posto in griglia, le due Hypercar avevano concluso la corsa in sesta e settima posizione.

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Non era stato un risultato da celebrare con lo champagne, ma aveva restituito fiducia a tutto il gruppo. Da quel weekend la squadra aveva iniziato a lavorare con maggiore serenità, trovando una direzione più chiara nello sviluppo della vettura.

Ora il confronto con dodici mesi fa diventa inevitabile. Interlagos dirà se Peugeot ha davvero fatto un passo avanti e se la 9X8 può avvicinarsi con maggiore continuità alle vetture di riferimento della categoria Hypercar.

Gli equipaggi torneranno alla formazione con tre piloti. Sulla numero 93 ci saranno Paul Di Resta, Nick Cassidy e Stoffel Vandoorne. La numero 94 sarà invece affidata a Loïc Duval, Malthe Jakobsen e Théo Pourchaire.

Per Cassidy e Pourchaire sarà la prima gara sul tracciato brasiliano. Entrambi inizieranno a conoscere davvero la pista durante le prove libere di venerdì 10 luglio. L’Hyperpole è in programma sabato 11 luglio alle 15:25 ora locale, mentre la 6 Ore di San Paolo scatterà domenica 12 luglio alle 11:30.

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Pourchaire, in realtà, ha già respirato l’atmosfera di Interlagos. Nel 2025 era presente come pilota di sviluppo, aveva partecipato al track walk e seguito da vicino il lavoro della squadra. Questa volta, però, sarà tutto diverso: dovrà affrontare le curve brasiliane al volante della 9X8, dopo una preparazione intensa svolta soprattutto al simulatore.

Paul Di Resta torna invece in Brasile con ricordi precisi. Per lui, la gara dello scorso anno aveva rappresentato un punto di svolta. Dopo Le Mans, il britannico non nasconde la voglia di rimettersi subito al volante. La squadra aveva lavorato bene sul piano operativo e meccanico, ma il ritmo non era stato sufficiente. A Interlagos si riparte da zero, tra gomme da gestire, pioggia in agguato e sei ore nelle quali ogni dettaglio può cambiare la storia della gara.

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